giovedì 2 giugno 2011

Repubblica Sessantacinquenne



L'Italia invecchia, e a quasi due mesi dal tanto acclamato 150° anniversario dell'Unità, ci ritroviamo in pieno festeggiamento di un Paese repubblicano e democratico. Bene. Premesso che la parola "Repubblica" significhi letteralmente "cosa pubblica",siamo a pochi giorni da un referendum che stabilirà se togliere o meno tale condizione all'acqua. L'acqua è un bene pubblico. Ma come il Governo intende privatizzare l'acqua, non è da meno con la cultura. La cultura. Parliamo di risorse vitali. La prima è indispensabile alla sopravvivenza dell'individuo,la seconda è indispensabile alla sopravvivenza del Paese. Se anche questa viene a mancare,se un professore al giorno d'oggi si gioca il posto di lavoro affrontando in classe discorsi di attualità e quindi anche di politica, come può l'uomo del futuro sviluppare un pensiero personale? Come possono i giovani avanzare e prendere un giorno le redini della nazione se nel 2011 l'informazione viene continuamente deviata?
Il passato si ripresenta alle nostre porte, sotto la maschera di una presunta e sorridente democrazia, ma non si tratta che di una dittatura sottile, una dittatura mediatica, che ci propina scandali a go go, che sui canali Mediaset non pubblicizza il referendum. Un referendum che cadrà in un caldo weekend di giugno mentre gli italiani saranno fuori città a godersi la giornata. Ma nonostante il continuo lamentarsi di un capo del Governo troppo occupato a raccontare patetiche barzellette tra uno scandalo e l'altro, se è ancora in possesso del suo incarico è perchè gli italiani continuano a votarlo.
Prendo d'esempio l'epoca dell'illuminismo arabo: era un'età nel fiore del suo splendore, incrementata dalla sete del sapere, ma soprattutto dall'umiltà. Un continuo scambio, esser consapevoli di poter insegnare ma anche imparare. Il declino arriverà presto a spegnere questo splendore quando i califfi inizieranno a non credere più in questi in questi sani principi, ma a pensare in modo egoista, all'interesse personale, anteponendolo a quello generale del Paese. Ed è sempre il Popolo a risentirne, proprio come sta succedendo qui in Italia.
Finchè il potere rimane lo scopo, non si potrà mai progredire. Quindi c'è ben poco da festeggiare...però...tanti auguri Repubblica italiana.

Di VALENTINA OLIVERO.

2 commenti:

  1. "Finchè il potere rimane lo scopo, non si potrà mai progredire" e finchè al potere ci sarà chi vuole solo occuparsi dei proprio interesse, la situazione non cambierà.C'è bisogno di un nuovo modo di pensare.A morte il berlusconismo che è peggio di Berlusconi e cominciamo a diffondere le nostre idee DEMOCRATICHE, anche se ci sembra di parlare a vuoto, ma se solamente 1 in mezzo a 1000 farà tesoro di questa nuova cultura e vorrà trasmetterla agli altri, avremo fatto centro!

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  2. Finchè si continuerà a votare destra e sinistra siamo e staremo ad un punto morto ...

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