«Quello che dirà Bossi faremo». Come se fosse l'Unto del Signore. Tutti quelli intervistati al raduno annuale di Pontida rispondono "Noi seguiremo Bossi dovunque ci porti". Ci si aggrappa alle tradizioni bizzarre come le spade e i cavalieri sui destrieri, o a pensare che sia un segno del destino che oggi ci sia il sole dopo giorni di pioggia. Ho riascoltato il discorso appena urlato di Bossi al raduno di Pontida. L'ho riascoltato al contrario, e ho scoperto che è un esorcismo. Sul "sacro suolo" padano Bossi rimanda lo strappo con Berlusconi, dicendo appunto che l'alleanza si romperà alle prossime elezioni, a meno che Berlusconi non accontenti la Lega in materia di politiche fiscali. La Lega "non dimentica che senza i voti di Berlusconi non sarebbe passato il federalismo". Quindi i 3 ministri al nord rimangono un'impresa impossibile, più una questione di propaganda che una vera e propria proposta. Sarebbe poi difficile spostare 3 ministeri a Milano in poco tempo. Quello che mi fa sorridere è il significato intrinseco delle richieste padane. Chiedono uno spostamento in padania dei ministeri: sono passati da Roma ladrona a Roma "poltrona", visto che alla fine ciò che interessa anche a loro sono solo le poltrone. a dir poco un controsenso!
Su una cosa sono d'accordo con il leader del carroccio: basta con le "missioni di pace". Con queste guerre inutili vengono spese enormi quantità di denaro. Finalmente una cosa intelligente, in un discorso che rasenta l'irrazionale e che sicuramente non verrà inserito nella raccolta dei discorsi che hanno cambiato il futuro e le scelte di una nazione.
P.S.: A Pontida scatta l'ignoranza dentro l'ignoranza: Con delusione ho visto una bandiera sarda insieme a quelle Padane. Paradossi.

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