lunedì 25 ottobre 2010

non importa il titolo. E' una storia che vi farà pensare.

Questo non è un articolo giornalistico, è una storia, un'esperienza. Un insieme di considerazioni dettate dalla rabbia di vivere in un'Italia malata. Oggi, 25 Ottobre 2010, incontro uno “sbandato”, una persona che non pochi considereranno un rifiuto, una merda, il classico colpevole da film horror di serie B. Era inginocchiato tra il marciapiede e la strada, con le ginocchia unite e i piedi allargati. Braccia lungo i fianchi coi palmi rivolti verso l'alto e sguardo perso. Il classico stereotipo del classico ubriacone, aveva addirittura una folta barba. Ci fermiamo, scendiamo dalla macchina e gli andiamo incontro, cerchiamo di capire il suo nome, cosa abbia, se si senta male, dove abita. Sono circa le 22, molte macchine passano e solo una si ferma, qualcuno mi disse tempo fa che questo atteggiamento si chiama “diffusione di responsabilità”, se vedi una persona distesa lungo la strada pensi sempre che sarà qualcun'altro a prestare soccorso, se poi la persona in questione non ispira fiducia allora si può stare certi che creperà in mezzo alla strada.
Decidiamo infine di portarlo alla guardia medica, non eravamo certi si trattasse solo di una brutta sbornia, sembrava proprio avesse subito un brutto colpo agli arti inferiori. Lo carichiamo di peso in macchina e ci avviamo. Durante il tragitto, tra un lamento e l'altro, riesce a raccontarci un po' della sua storia.
Disoccupato, sopravvive grazie alla pensione della madre. Soffre di ansia e depressione cronica, o almeno è con questa scusa che giustifica il possesso di marijuana. Eh si! Dai suoi discorsi sconnessi capiamo varie cose, tra un paio di giorni dovrà presentarsi in tribunale per rispondere del possesso di una ventina di piante di marijuana.
Quest'uomo molto probabilmente non si presenterà in tribunale e verrà condannato in contumacia, non ha certamente gli strumenti intellettuali ed economici per affrontare un processo, e la sua colpevolezza (data da una legge a mio avviso sbagliata) è palese. Le carceri italiane sono piene di tossicodipendenti, la loro unica colpa è di essere troppo deboli rispetto a qualcosa di così forte come le droghe, non tutte sia chiaro, ogni abuso finisce per danneggiare l'individuo ma chi fa uso di marijuana non può definirsi un drogato.

Arriviamo dalla guardia medica, riusciamo a stento a portarlo dentro e nessuno sa che fare.
Ora, ammetto la mia ignoranza, ma a questo punto la funzione della guardia medica mi sfugge. Quello che so è che dovrebbe fornire cure di prima assistenza, per tutti quei problemi dove serve un aiuto ma che l'ambulanza è decisamente esagerata.

Voi chiamereste l'ambulanza per un vostro amico ubriaco?

Si dice che i medici curino le malattie ma non la persona, e questo non è del tutto falso.
Spesso si tende a dimenticare che il malato non è “la malattia” ma una persona, e fidatevi: lo so per certo.
Tutto ciò avrebbe anche un senso se non fosse peggiorato da una situazione dettata da poteri molto più in alto. Una guardia medica non può fare molto se non ha gli strumenti e se i pochi che ha cominciano piano piano a scomparire, si può fare sempre di meno.
Io credo fermamente che la sanità e l'istruzione siano essenziali per la società, più di qualunque altra cosa. Hanno bisogno di finanziamenti, non di tagli, ma tutto procede nella direzione opposta. Una popolazione cresce con molti ospedali e molte scuole, più ospedali ci sono meglio è, più si alza il livello di istruzione maggiore è il grado di consapevolezza del mondo e di noi stessi. E questo vale per tutti.

L'uomo rimane dalla guardia medica, che non può fare nient'altro che guardarlo.

La storia finisce così, tutto resta sospeso. Probabilmente il finale è ovvio, ma è troppo triste e non me la sento di scriverlo. Non parlo dell'uomo, in un modo o nell'altro se la caverà, ma un mondo che dice di guardare avanti mentre cammina all'indietro come finirà?

Ve l'ho detto. Probabilmente il finale è già scritto. Pensateci voi.
(Per svariate ragioni, non fornisco ne il luogo ne il mio nome, ed ho omesso vari particolari per tutelare la privacy, consideratela una storia, vera o falsa sta a voi deciderlo l'importante è che vi faccia pensare.)