domenica 12 giugno 2011

I diamanti sono i peggiori nemici dell'Africa

Mi presento a voi con un argomento di discussione che si discosta dalla politica: i diamanti.
Non i favolosi brillocchi che scintillano nelle vetrine, sugli anulari delle promesse spose o nell'argenteria di ricche signore, bensì i diamanti insanguinati, sudati, trafficati, riciclati, sporchi del sangue di troppe vittime innocenti ridotte in schiavitù per raccoglierli.
La Sierra Leone è lo Stato africano che raccoglie in sé il maggior numero di diamante grezzo...
Cosa succede negli anni 90, riassunto in soldoni?
Lo Stato è in piena guerra civile, le varie fazioni di ribelli si combattono a colpi di machete, tra esse spicca il RUF, Fronte Rivoluzionario Unito, che si oppone al governo in carica.
Questi eserciti di ribelli sono consapevoli dell'enorme ricchezza insita in Sierra Leone e che la loro maggior fonte di finanziamento risiederebbe nell'estrazione dei diamanti...dunque, si combattono tra di loro per conquistare maggiori porzioni di territorio, che porterebbero loro maggiori estrazioni di diamanti, quindi più soldi!
Chi si occupa dell'estrazione dei grezzi?
Qualche poveraccio africano, catturato chissà dove o minacciato di morte sua e della famiglia. Sempre loro sono resi schiavi, costretti a ritmi di lavoro che troppo spesso li portano alla morte, rinchiusi in antri bui e pericolosi, costretti a scavare e scavare per trovare il maggior numero di diamanti da consegnare ai ribelli.
Cosa succede una volta che si ottengono i diamanti?
Naturalmente sono venduti all'Occidente che, fregandosene altamente della situazione esistente, si occuperà poi della lavorazione e con i ricavati i gruppi ribelli possono continuare a finanziare le loro sporche guerre.
Tutto ciò avviene anche in Angola, Liberia e Congo...fantastico, vero?
Si sta facendo qualcosa a riguardo?
Nel 2000 nasce il Kimberly Process, un accordo che garantisca la provenienza dei diamanti e che i profitti ricavati da essi non vengano usati per finanziare guerre civili.
Nel 2002 37 Stati hanno firmato l'accordo.
I requisiti essenziali per fare parte degli stati membri sono:
1. i diamanti non siano destinati a finanziare traffici illeciti
2. i diamanti devono essere accompagnati da una garanzia che ne comprovi l'origine
3. i diamanti devono essere importati o esportati da paesi membri del Kimberly Process.
L'accordo sta funzionando?
Poco, molto poco...sfortunatamente l'accordo è giovane e debole rispetto all'ondata di illegalità che ogni grezzo trascina dietro sé. I miglioramenti ci sono stati, ma siamo ben lontani dalla legalità: nel 2004 si è registrato che il 40% dei diamanti che escono dalla Sierra Leone passa per le vie del traffico illecito.
Cosa c'è che non va, mi chiedo io? Cosa fa malfunzionare il Kimberly Process, accordo che a oggi coinvolge alcuni tra i maggiori produttori di diamanti, tra i quali De Beers (ricordate, "un diamante è per sempre")?
Forse l'avidità dell'Occidente, che non si ferma davanti alla sofferenza? Forse la crudeltà e la voglia assatanata di potere dei vari gruppi ribelli sparsi negli stati africani?
Forse noi cittadini stessi, che cerchiamo i diamanti come il cioccolato?
Io non lo so, forse qualcuno lo sa ma non parla...
Mi rivolgo ora a voi, donne e ragazze di tutto il mondo! Vi vedo davanti alle vetrine delle gioiellerie con la bava alla bocca davanti ai solitari...volete compiere un gesto nobile, un azione di cui andar fiere? Non comprate! Guardate dietro la patina di lucentezza e vedrete tanto di quel sangue da aver paura!
Se la tentazione e il desiderio sono tanti, allora chiedete al gioielliere la provenienza di quel diamante per cui voi sbavate tanto, se rispetta gli accordi del Kimberly Process...se lui vi guarderà con faccia stralunata, non fate troppo affidamento e girate al largo!
Ora mi rivolgo a voi, uomini e ragazzi tanto stressati! Volete regalare un bel diamante alla vostra amata? Rivolgetevi presso gioiellerie che vendono diamanti conflict-free, quali ad esempio Morellato o la gioielleria Belloni di Milano (c'è tanto di sito da visitare)..anelli e collane sono favolosi, con l'aggiunta che non avrete nessun uomo sulla coscienza!
Concludo con una piccola riflessione su tutti quei bambini-soldato, che già a 8 anni si ritrovano con armi in mano più grandi di loro, strappati dal caldo abbraccio delle loro madri per vivere in un mondo di orrori, dove non esiste una distinzione netta tra bene o male.
Tempo fa ero certissima che soltanto i gruppi ribelli assoldavano bambini e ragazzi per farli diventare macchine per uccidere...invece, perfino il governo e l'esercito ufficiale non si fa alcuno scrupolo.
Ai bambini-soldato dei ribelli viene insegnato e inculcato che l'esercito è il nemico, che lui ha ucciso i loro genitori, violentato le loro sorelle, bruciato i loro villaggi e razziato le loro case; ai bambini-soldato dell'esercito regolare viene insengato e inculcato che i ribelli sono il nemico, che loro hanno ucciso le loro madri e i loro padri, violentato le loro sorelle, bruciato i loro villaggi e razziato le loro case...se c'è una distinzione, io proprio non riesco a trovarla...
Vi consiglio caldamente in ultimo la lettura di un autobiografia toccante, straziante e veritiera, il titolo è MEMORIE DI UN BAMBINO SOLDATO...leggete e meditate, gente.

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