Per una notte oltre tremila persone si sono riunite a Firenze sfidando le piogge primaverili per ascoltare le storie di un’Italia diversa, narrate per l’occasione da un ospite d’eccezione: Roberto Saviano.
Lo scrittore partenopeo conosciuto in tutto il mondo per il suo bestseller “Gomorra”, libro coraggioso nel quale vengono spiegate le dinamiche del potere della camorra, ha incontrato il pubblico Fiorentino presso la libreria “Feltrinelli”. Tremilatrecento persone hanno risposto all’appello dello scrittore, presentandosi puntuali ad un appuntamento più unico che raro( a causa delle minacce ricevute dai clan che ha denunciato, Roberto Saviano è costretto a vivere sotto scorta dal 2006, privandolo di fatto di qualsiasi libertà per motivi di sicurezza), nel quale sono stati analizzati i “mali” che oggi affliggono il nostro Paese quali il sistema di delegittimazione ribattezzato macchina del fango e il dominio incontrastato della criminalità organizzata in alcune regioni. Un’ora e mezza nella quale L’Italia è stata messa a nudo, spogliata da ogni luogo comune e cliché per essere raccontata nella sua più totale verità, che oggi buon parte dei media nazionali e dell’opinione pubblica cerca di nascondere,e, quando questo non è possibile, attacca e delegittima chi, avendo sete di verità e credendo fortemente che proprio dall’indignazione dovuta alla realtà dei fatti si possa trovare la forza per costruire un nuovo paese, decide di affrontare l’argomento per portarlo dritto alle coscienze di tutti. E Roberto Saviano è un maestro in questo. Riesce a catturare l’ascoltatore, renderlo consapevole e , facendo delle storie che apparentemente sembrano lontane dalla nostra realtà, storie di tutti. Non esiste più quindi l’indifferenza, il distacco, nessuno può più dire di non sapere. O si agisce per migliorare le cose o si chiudono gli occhi, sapendo però di diventare così complici di un sistema che impedisce all’Italia di spiccare il volo e di riprendersi il posto che merita nel mondo. E’ proprio questo il merito di Roberto, riuscire a trasformare il verbo in azione, usando la parola come arma di difesa e democrazia contro l’ingiustizia e il crimine.
Non solo storie di difficoltà oggettive però hanno appassionato il pubblico, ma anche storie di grandi uomini e valori universali, che possono essere prese come punto di riferimento per costruire nuovi orizzonti. Uomini che hanno resistito ad ogni attacco come Giovanni Falcone, simbolo della lotta alla mafia, che ha continuato il suo lavoro nonostante tutto intorno a lui fosse bruciato, ma sorretto dalla totale ed incondizionata convinzione che non esiste intimidazione o organizzazione criminale che possa fermare il cammino della giustizia.
Storie d’amore come quella fra Piergiorgio e Mina Welby, che hanno lottato contro l’accanimento terapeutico con tutte le strade legali a loro disposizione senza cercare di trovare un rimedio al problema emigrando all’estero, lanciando un chiaro messaggio: la lotta per il diritto di uno, è la lotta per il diritto di tutti.
Storie di uomini raccontate ad uomini, che sono stanchi di vedere un paese che si è perso e non riesce a trovare una via d’uscita da questa situazione.
Grandi applausi e standing ovation alla fine dell’incontro, volutamente svoltosi in biblioteca, luogo difensore della parola, della libertà di pensiero ed espressione, luogo dal quale può partire la “rivoluzione culturale” che tanti stanno sognando. La rivoluzione della partecipazione, della presenza, contro chi pensa che il popolo si sia spento, contro gli svogliati cronici che subiscono la realtà senza combattere per cambiarla. Un incontro che ha profumato di speranza, nel quale lo scrittore Saviano ha mostrato le sue grandi doti comunicative, svolgendo con grandissima professionalità il proprio lavoro, lo stesso che gli ha causato una vita estremamente complessa.
Una figura che non è più quella del semplice giornalista d’inchiesta, ma che è molto di più, essendo riconosciuto universalmente come uno dei più grandi scrittori al mondo.
E se è vero che ogni uomo cresce solo se sognato, il futuro allora non sembra ancora perduto.
Scritto da Marco Galli per Resistenza Giornalistica.

speriamo che non sia un filo-israeliano coperto dalla cia a guidare una rivoluzione culturale in italia
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