lunedì 13 giugno 2011

Referendum 12-13 giugno 2011: il quorum è possibile?


Sono arrivati gli ultimi aggiornamenti sull'affluenza alle urne per il tanto pubblicizzato referendum: alle ore 22 di ieri sera la percentuale di italiani che hanno votato ha raggiunto circa il 41%, virgola più, virgola meno. Allora il quorum è veramente possibile?
In tutti noi, o almeno nella maggior parte di noi, c'è quella speranza di poter rispondere a questa domanda con un sì, di poter affermare con sicurezza che la metà degli italiani, residenti in Italia ed in territorio straniero, è riuscito ad alzarsi dal proprio divano e trovare cinque minuti del proprio tempo per recarsi alle urne a tracciare una croce sulle schede elettorali per far sentire la propria voce. Ma resta ancora il dubbio su quel 10%. Tuttavia, sappiamo tutti che la percentuale raggiunta è un buon risultato, basti pensare che nello scorso referendum il quorum era solamente un'utopia, un'oasi nel deserto troppo lontana da raggiungere.
Forse, la propaganda diffusa prima e durante questi giorni, tramite la gente, attraverso questa ragnatela infinita che è il web, è servita a sensibilizzare in qualche modo l'opinione pubblica ed a sconfiggere, anche se non del tutto, la pigrizia dei nostri connazionali che magari preferivano rimanere a casa ad oziare davanti la televisione ed un piatto di bucatini all'amatriciana. Le informazioni sui quesiti, sulle schede elettorali e su tutto ciò che concerne questo referendum abrogativo, sono state trasmesse fino alla nausea, riuscendo ad informare anche quella parte meno istruita del popolo ed ottenendo un buon risultato, fino ad ora. Facebook, twitter, blogspot e siti web affini si sono visti protagonisti di questo giro infinito di propaganda, diventando, forse per la prima volta, veramente utili.
Oggi, lunedì 13 giugno 2011, è il secondo ed ultimo giorno per esprimere il proprio parere su quattro questioni -molto discusse- di estrema importanza. Si vota dalle ore 7.00 alle ore 15.00, siamo agli sgoccioli.

La grande incognita sul raggiungimento del quorum rimarrà ancora per qualche ora, così come qualche ora rimane a chi ancora non si è svegliato e non è andato ad esprimere il proprio parere sui quesiti che ci sono stati gentilmente posti dal nostro governo. 
Il mio sarà un articolo come tutti gli altri, probabilmente qualcuno si limiterà a dargli una letta veloce, perché non ha tempo da perdere, qualcun altro non farà nemmeno questo. Non ci sono informazioni sul referendum, -oramai ne girano anche troppe- non ci sono incredibili notizie o verità rivelate, come non ci sono incitazioni a votare "SI" oppure "NO". Nessuno ha diritto ad influenzare l'opinione altrui, in un paese dove vige una democrazia, anche se apparentemente fittizia, ognuno è libero di esprimere il proprio parere.

Il mio è semplicemente un invito ad alzare il culo, -si può dire culo, o mi censurano?- ad uscire di casa, rinunciare per una manciata di minuti alla piacevole brezza fresca del condizionatore, per andare a votare, indipendentemente da quale sia il vostro voto. Andateci e basta.
Mi sto rivolgendo a tutti quelli che non hanno votato, ma anche a quelli che l'hanno fatto: se qualcuno che conoscete ha difficoltà ad andare per conto proprio al seggio elettorale più vicino, indifferentemente dal motivo per cui non è in grado di farlo, beh allora dategli una mano e portatecelo, accompagnatelo ed aspettate fuori.
Se il quorum non viene raggiunto, il governo ci regalerà scorie radioattive, reattori non sicuri, la possibilità per un politico di sottrarsi alla legge, -che dovrebbe essere uguale per TUTTI, questo è quello che professano giudici, avvocati e compagnia bella- l'acqua come bene privato ed un consistente aumento sulle bollette da pagare a fine mese -a meno che qualcuno non abbia l'ardente desiderio di disidratarsi-.

E adesso, se ci siete arrivati a questo punto dell'articolo -cosa che dubito-, vi starete chiedendo: "E questa chi è per dirmi che cosa devo fare?".
Nessuno, non sono nessuno. Ma voi siete quelli che possono contribuire a far sì che il quorum diventi una cosa possibile, per la prima volta dopo trent'anni.

Scritto da Beatrice De Santis per Resistenza Giornalistica.

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