domenica 19 giugno 2011

L'esorcismo di Bossi

«Quello che dirà Bossi faremo». Come se fosse l'Unto del Signore. Tutti quelli intervistati al raduno annuale di Pontida rispondono "Noi seguiremo Bossi dovunque ci porti". Ci si aggrappa alle tradizioni bizzarre come le spade e i cavalieri sui destrieri, o a pensare che sia un segno del destino che oggi ci sia il sole dopo giorni di pioggia. Ho riascoltato il discorso appena urlato di Bossi al raduno di Pontida. L'ho riascoltato al contrario, e ho scoperto che è un esorcismoSul "sacro suolo" padano Bossi rimanda lo strappo con Berlusconi, dicendo appunto che l'alleanza  si romperà alle prossime elezioni, a meno che Berlusconi non accontenti la Lega in materia di politiche fiscali. La Lega "non dimentica che senza i voti di Berlusconi non sarebbe passato il federalismo". Quindi i 3 ministri al nord rimangono un'impresa impossibile, più una questione di propaganda che una vera e propria proposta. Sarebbe poi difficile spostare 3 ministeri a Milano in poco tempo. Quello che mi fa sorridere è il significato intrinseco delle richieste padane. Chiedono uno spostamento in padania dei ministeri: sono passati da Roma ladrona a Roma "poltrona", visto che alla fine ciò che interessa anche a loro sono solo le poltrone. a dir poco un controsenso!
Su una cosa sono d'accordo con il leader del carroccio: basta con le "missioni di pace". Con queste guerre inutili vengono spese enormi quantità di denaro. Finalmente una cosa intelligente, in un discorso che rasenta l'irrazionale e che sicuramente non verrà inserito nella raccolta dei discorsi che hanno cambiato il futuro e le scelte di una nazione.


P.S.: A Pontida scatta l'ignoranza dentro l'ignoranza: Con delusione ho visto una bandiera sarda insieme a quelle Padane. Paradossi.

mercoledì 15 giugno 2011

A whole race Genocide

Quanti di voi conoscono il Rwanda? Un piccolo, minuscolo stato centrafricano che ha visto al suo interno uno spettacolo raccapricciante: il genocidio Tutsi del 1994.
Per poter parlare di questo truce avvenimento, bisogna ripercorrere brevemente le vicende del Rwanda, stato coloniale la cui popolazione venne divisa in due etnie: gli Hutu, popolo di agricoltori che occupa la maggioranza dello Stato, e i Tutsi, la minoranza, gli allevatori, gli aristocratici li chiameremmo noi (ricordate i Watussi? Sono proprio loro, i Wa-Tutsi).
Tra le due etnie ci fu sempre molta rivalità fin dagli anni 50, quando gli Hutu uccisero e scalzarono dal potere più di 100.000 Tutsi, la monarchia. Negli anni 70 i Tutsi si vendicarono del torto subito, uccidendo 200.000 Hutu.
Non contenti del sangue versato, i continui cambi di potere andarono avanti fino agli anni 90, in cui il gruppo militare Tutsi RPF (Fronte Patriottico Rwandese), uscito dall'isolamento forzato, tentò un nuovo colpo di stato verso il governo in carica Hutu, massacrando migliaia e migliaia di persone e conducendone al rifugio altrettanti.
Tutti questi numerosi scontri non poterono che sfociare in qualcosa di ancora peggio: il genocidio del 1994 condotto dagli Hutu contro i Tutsi.
A causa di un pretesto (l'abbattimento dell'aereo presidenziale di cui sono ancora ignoti i colpevoli), gli Hutu si riversarono contro i Tutsi, compiendo massacri e scempi di ogni genere.
Chiunque fosse stato di etnia Tutsi, chiunque fosse stato imparentato o soltanto simpatizzasse per loro fu ucciso a bastonate o a colpi di machete, uomini, donne o bambini, non vi era differenza, bisognava purificare il Rwanda dagli "scarafaggi" Tutsi.
I fiumi erano pieni di cadaveri, le foreste vomitavano cadaveri, l'odore del sangue e della paura erano tra i più sentiti. Da aprile a luglio vennero sterminate 1 milione di persone..
1 milione di persone..
In tutto ciò, l'ONU non intervenne mai a fermare quello scempio...o meglio, intervenne solo una piccola parte e come mediatrice tra le due etnie, cercando il "cessate il fuoco".
L'Occidente di questa vicenda conosce poco o niente, io stessa se non avessi visto il film "Hotel Rwanda" non sarei mai venuta a conoscenza di questa triste pagina della storia.
Ormai sono abituata a questa usanza...nel mondo esistono migliaia di guerre, guerre civili, guerriglie, genocidi tutt'ora in corso, ma la stampa e l'informazione in generale preferiscono chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie..
Così ci tocca venire a conoscenza di questa merda o troppo tardi, o per caso, o grazie alle preziose e terribili testimonianze di volontari, vittime e eroi che in quell'inferno ci hanno vissuto.
Ed è a loro che dico Grazie.

lunedì 13 giugno 2011

AFFLUENZA: DATI COMPLETI DEI QUESITI REFERENDARI



Ecco i dati dell'affluenza alle urne degli italiani. http://referendum.interno.it/


Referendum 1
SERVIZI PUBBLICI LOCALI
8.092 comuni su 8.092 57,02%

Referendum 2
TARIFFA SERVIZIO IDRICO


8.092 comuni su 8.092 57,03%

Referendum 3
ENERGIA ELETTRICA NUCLEARE


8.092 comuni su 8.092 56,99%

Referendum 4
LEGITTIMO IMPEDIMENTO



8.092 comuni su 8.092 56,98%




Si sono  chiuse alle 15 le urne per i referendum su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento. Il quorum è stato raggiunto senza i voti degli italiani all'estero. Il 57% degli aventi diritto è andato a votare, e i sì sono tra il 94,2% (nucleare) e il 95,6% (acqua). Bersani: "Sancito il divorzio tra Paese e Governo"


Ecco una sintesi della cronologia degli eventi dalle 17 circa presa da http://www.gqitalia.it
Ore 12.15
Maroni, ministro dell'Interno, ha detto che secondo le proiezioni il quorum ci sarà

Ore 13.12
Il Wwf invita a non fare a caso a comunicazioni fuorvianti sul raggiungimento del quorum. Il riferimento è all'annuncio del ministro degli Interni, Roberto Maroni e al quotidiano "Il Giornale" che sulla sua pagina web parla di affluenza attorno al 55%.

Ore 13.19
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sembra prendere atto della sconfitta: "Dovremo dire addio al nucleare, ora forte impegno sulle energie rinnovabili"

Ore 13.51
Il presidente di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola, inizia ad assaporare la vittoria: "Ancora uno sforzo e l'Italia potrà essere un posto migliore"

Ore 14.53
Sette minuti ai risultati: il quorum, a meno di sorprese, dovrebbe essere stato raggiunto.

Ore 15.06
Il quorum, al momento, sarebbe stato ragguiunto comunque da tutti e 4 i quesiti. Queste le percentuali dei votanti: quesito 1: 55,8%, quesito 2: 55,8%, quesito 3: 59,7%, quesito 4: 53,3%

Ore 15. 20Secondo l'instant poll elaborato dall'istituto Emg - diffuso nel corso della Speciale TgLa7 - l'affluenza per il referendum oscillerebbe tra il 54,5 e il 59,5%.
Ore 15.22
Il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani terrà una conferenza stampa alle ore 16 nella sede del  Pd a Via Sant'Andrea delle Fratte 16 per commentare l'esito dei referendum. A questo punto il quorum è dato per certo
Ore 15.32
Dal ministero degli Interni, dati sempre più definitivi sull'affluenza. Quesito 1: 55,9%, quesito 2: 55,8%, quesito 3: 55,9%, quesito 4: 55,7%

Ore 15.43
3644 comuni su 8092: quesito 1: 57%, quesito 2: 57%, quesito 3: 57,1%, quesito 4: 57,1%

Ore 16.06
L'affluenza è ormai stabile tra il 56,9% e il 57%. Quesito 1: sì al 95,3%; quesito 2: sì al 95,7%. quesito 3: sì al 92,1%, quesito 3: sì al 94,1%



Grazie a tutti!


MauroLoddo


Referendum 12-13 giugno 2011: il quorum è possibile?


Sono arrivati gli ultimi aggiornamenti sull'affluenza alle urne per il tanto pubblicizzato referendum: alle ore 22 di ieri sera la percentuale di italiani che hanno votato ha raggiunto circa il 41%, virgola più, virgola meno. Allora il quorum è veramente possibile?
In tutti noi, o almeno nella maggior parte di noi, c'è quella speranza di poter rispondere a questa domanda con un sì, di poter affermare con sicurezza che la metà degli italiani, residenti in Italia ed in territorio straniero, è riuscito ad alzarsi dal proprio divano e trovare cinque minuti del proprio tempo per recarsi alle urne a tracciare una croce sulle schede elettorali per far sentire la propria voce. Ma resta ancora il dubbio su quel 10%. Tuttavia, sappiamo tutti che la percentuale raggiunta è un buon risultato, basti pensare che nello scorso referendum il quorum era solamente un'utopia, un'oasi nel deserto troppo lontana da raggiungere.
Forse, la propaganda diffusa prima e durante questi giorni, tramite la gente, attraverso questa ragnatela infinita che è il web, è servita a sensibilizzare in qualche modo l'opinione pubblica ed a sconfiggere, anche se non del tutto, la pigrizia dei nostri connazionali che magari preferivano rimanere a casa ad oziare davanti la televisione ed un piatto di bucatini all'amatriciana. Le informazioni sui quesiti, sulle schede elettorali e su tutto ciò che concerne questo referendum abrogativo, sono state trasmesse fino alla nausea, riuscendo ad informare anche quella parte meno istruita del popolo ed ottenendo un buon risultato, fino ad ora. Facebook, twitter, blogspot e siti web affini si sono visti protagonisti di questo giro infinito di propaganda, diventando, forse per la prima volta, veramente utili.
Oggi, lunedì 13 giugno 2011, è il secondo ed ultimo giorno per esprimere il proprio parere su quattro questioni -molto discusse- di estrema importanza. Si vota dalle ore 7.00 alle ore 15.00, siamo agli sgoccioli.

La grande incognita sul raggiungimento del quorum rimarrà ancora per qualche ora, così come qualche ora rimane a chi ancora non si è svegliato e non è andato ad esprimere il proprio parere sui quesiti che ci sono stati gentilmente posti dal nostro governo. 
Il mio sarà un articolo come tutti gli altri, probabilmente qualcuno si limiterà a dargli una letta veloce, perché non ha tempo da perdere, qualcun altro non farà nemmeno questo. Non ci sono informazioni sul referendum, -oramai ne girano anche troppe- non ci sono incredibili notizie o verità rivelate, come non ci sono incitazioni a votare "SI" oppure "NO". Nessuno ha diritto ad influenzare l'opinione altrui, in un paese dove vige una democrazia, anche se apparentemente fittizia, ognuno è libero di esprimere il proprio parere.

Il mio è semplicemente un invito ad alzare il culo, -si può dire culo, o mi censurano?- ad uscire di casa, rinunciare per una manciata di minuti alla piacevole brezza fresca del condizionatore, per andare a votare, indipendentemente da quale sia il vostro voto. Andateci e basta.
Mi sto rivolgendo a tutti quelli che non hanno votato, ma anche a quelli che l'hanno fatto: se qualcuno che conoscete ha difficoltà ad andare per conto proprio al seggio elettorale più vicino, indifferentemente dal motivo per cui non è in grado di farlo, beh allora dategli una mano e portatecelo, accompagnatelo ed aspettate fuori.
Se il quorum non viene raggiunto, il governo ci regalerà scorie radioattive, reattori non sicuri, la possibilità per un politico di sottrarsi alla legge, -che dovrebbe essere uguale per TUTTI, questo è quello che professano giudici, avvocati e compagnia bella- l'acqua come bene privato ed un consistente aumento sulle bollette da pagare a fine mese -a meno che qualcuno non abbia l'ardente desiderio di disidratarsi-.

E adesso, se ci siete arrivati a questo punto dell'articolo -cosa che dubito-, vi starete chiedendo: "E questa chi è per dirmi che cosa devo fare?".
Nessuno, non sono nessuno. Ma voi siete quelli che possono contribuire a far sì che il quorum diventi una cosa possibile, per la prima volta dopo trent'anni.

Scritto da Beatrice De Santis per Resistenza Giornalistica.

domenica 12 giugno 2011

I diamanti sono i peggiori nemici dell'Africa

Mi presento a voi con un argomento di discussione che si discosta dalla politica: i diamanti.
Non i favolosi brillocchi che scintillano nelle vetrine, sugli anulari delle promesse spose o nell'argenteria di ricche signore, bensì i diamanti insanguinati, sudati, trafficati, riciclati, sporchi del sangue di troppe vittime innocenti ridotte in schiavitù per raccoglierli.
La Sierra Leone è lo Stato africano che raccoglie in sé il maggior numero di diamante grezzo...
Cosa succede negli anni 90, riassunto in soldoni?
Lo Stato è in piena guerra civile, le varie fazioni di ribelli si combattono a colpi di machete, tra esse spicca il RUF, Fronte Rivoluzionario Unito, che si oppone al governo in carica.
Questi eserciti di ribelli sono consapevoli dell'enorme ricchezza insita in Sierra Leone e che la loro maggior fonte di finanziamento risiederebbe nell'estrazione dei diamanti...dunque, si combattono tra di loro per conquistare maggiori porzioni di territorio, che porterebbero loro maggiori estrazioni di diamanti, quindi più soldi!
Chi si occupa dell'estrazione dei grezzi?
Qualche poveraccio africano, catturato chissà dove o minacciato di morte sua e della famiglia. Sempre loro sono resi schiavi, costretti a ritmi di lavoro che troppo spesso li portano alla morte, rinchiusi in antri bui e pericolosi, costretti a scavare e scavare per trovare il maggior numero di diamanti da consegnare ai ribelli.
Cosa succede una volta che si ottengono i diamanti?
Naturalmente sono venduti all'Occidente che, fregandosene altamente della situazione esistente, si occuperà poi della lavorazione e con i ricavati i gruppi ribelli possono continuare a finanziare le loro sporche guerre.
Tutto ciò avviene anche in Angola, Liberia e Congo...fantastico, vero?
Si sta facendo qualcosa a riguardo?
Nel 2000 nasce il Kimberly Process, un accordo che garantisca la provenienza dei diamanti e che i profitti ricavati da essi non vengano usati per finanziare guerre civili.
Nel 2002 37 Stati hanno firmato l'accordo.
I requisiti essenziali per fare parte degli stati membri sono:
1. i diamanti non siano destinati a finanziare traffici illeciti
2. i diamanti devono essere accompagnati da una garanzia che ne comprovi l'origine
3. i diamanti devono essere importati o esportati da paesi membri del Kimberly Process.
L'accordo sta funzionando?
Poco, molto poco...sfortunatamente l'accordo è giovane e debole rispetto all'ondata di illegalità che ogni grezzo trascina dietro sé. I miglioramenti ci sono stati, ma siamo ben lontani dalla legalità: nel 2004 si è registrato che il 40% dei diamanti che escono dalla Sierra Leone passa per le vie del traffico illecito.
Cosa c'è che non va, mi chiedo io? Cosa fa malfunzionare il Kimberly Process, accordo che a oggi coinvolge alcuni tra i maggiori produttori di diamanti, tra i quali De Beers (ricordate, "un diamante è per sempre")?
Forse l'avidità dell'Occidente, che non si ferma davanti alla sofferenza? Forse la crudeltà e la voglia assatanata di potere dei vari gruppi ribelli sparsi negli stati africani?
Forse noi cittadini stessi, che cerchiamo i diamanti come il cioccolato?
Io non lo so, forse qualcuno lo sa ma non parla...
Mi rivolgo ora a voi, donne e ragazze di tutto il mondo! Vi vedo davanti alle vetrine delle gioiellerie con la bava alla bocca davanti ai solitari...volete compiere un gesto nobile, un azione di cui andar fiere? Non comprate! Guardate dietro la patina di lucentezza e vedrete tanto di quel sangue da aver paura!
Se la tentazione e il desiderio sono tanti, allora chiedete al gioielliere la provenienza di quel diamante per cui voi sbavate tanto, se rispetta gli accordi del Kimberly Process...se lui vi guarderà con faccia stralunata, non fate troppo affidamento e girate al largo!
Ora mi rivolgo a voi, uomini e ragazzi tanto stressati! Volete regalare un bel diamante alla vostra amata? Rivolgetevi presso gioiellerie che vendono diamanti conflict-free, quali ad esempio Morellato o la gioielleria Belloni di Milano (c'è tanto di sito da visitare)..anelli e collane sono favolosi, con l'aggiunta che non avrete nessun uomo sulla coscienza!
Concludo con una piccola riflessione su tutti quei bambini-soldato, che già a 8 anni si ritrovano con armi in mano più grandi di loro, strappati dal caldo abbraccio delle loro madri per vivere in un mondo di orrori, dove non esiste una distinzione netta tra bene o male.
Tempo fa ero certissima che soltanto i gruppi ribelli assoldavano bambini e ragazzi per farli diventare macchine per uccidere...invece, perfino il governo e l'esercito ufficiale non si fa alcuno scrupolo.
Ai bambini-soldato dei ribelli viene insegnato e inculcato che l'esercito è il nemico, che lui ha ucciso i loro genitori, violentato le loro sorelle, bruciato i loro villaggi e razziato le loro case; ai bambini-soldato dell'esercito regolare viene insengato e inculcato che i ribelli sono il nemico, che loro hanno ucciso le loro madri e i loro padri, violentato le loro sorelle, bruciato i loro villaggi e razziato le loro case...se c'è una distinzione, io proprio non riesco a trovarla...
Vi consiglio caldamente in ultimo la lettura di un autobiografia toccante, straziante e veritiera, il titolo è MEMORIE DI UN BAMBINO SOLDATO...leggete e meditate, gente.

FlashPost: Affluenza referendum? Ci pensa Twitter!

Non l'Ansa, nemmeno LaRepubblica: l'affluenza al referendum si può guardare su Twitter. Le notizie sono più veloci di quello che si può pensare. Basta uno scrutatore con il telefono connesso alla rete per aggiornare l'affluenza del proprio seggio, facendoci sapere i dati. Proprio ora curiosavo, e qualcuno scrive che a Reggio Emilia in un seggio elettorale l'affluenza è del 42%! L'Ansa e LaRepubblica, o come le notizie dal ministro dell'interno sono ferme dalle 12:00 all'11,6%.
Questo è il potere di internet: farci sapere le notizie e i fatti da persone comuni. Per essere aggiornati tra le 12 e le 19 basta aprire il proprio Twitter e cliccare nella barra laterale tra gli hashtag più forti del momento:#iohovotato, #referendum2011, #affluenzareferendum. Migliaia di post in continuo aggiornamento dalla comunità di Twitter che informano e divertono anche per la presenza di non-notizie che fanno comunque impatto: l’affluenza al seggio di un utente alle ore 13, o i dati di un comune laziale, addirittura la percentuale di votanti di una singola sezione spersa da qualche parte in Italia. E poi slogan ironici per invitare al voto (“altrimenti vi viene la diarrea”), il racconto in 140 battute di anziani “che non si reggono in piedi” e che comunque sia vanno a votare, le speranze di chi attende con ansia il quorum e dice ai “matusa” che tutto dipende da loro, la presa in giro senza mezzi termini di chi invita i “poltroni” ad alzare il… e andare ai seggi.

Ringrazio CaffèNews.

Sono io il mio partito


Tutti mi prendono per pazzo per essermi iscritto al PD. Dicono che il partito democratico non è un partito di opposizione, non ha idee, non ha una proposta politica credibile, Bersani non è abbastanza accattivante come leader della sinistra, è pieno di democristiani e ci sono sempre gli stessi personaggi, meglio Vendola.
Legittimo, anch'io penso questo, il partito democratico sarebbe semplicemente un mix malriuscito di componenti partitiche residuali degli ultimi due pseudo partiti post DC e PCI, ma questo non è il partito democratico o per lo meno quello che dovrebbe essere. Partiamo dal progetto: il partito democratico doveva essere un partito nuovo, che si dava nuove strategie organizzative e programmatiche per il futuro italiano, la classe politica nuova doveva comprendere i bisogni e le istanze della società civile e dei nuovi mestieri che si vanno affacciando in Italia ma anche nel resto del mondo, sto parlando di imprenditori della cosiddetta green economy, dei nuovi operai dei call center, e di quel mondo culturale e intellettuale che soffre sempre più una mancanza di attenzioni da parte della politica. Questi sono il futuro! Il PD doveva rappresentare la società che costruisce il futuro di questo paese! Peccato che la classe politica nuova non è mai comparsa, per lo meno a livello nazionale.
Vorrei ricordare, però che il partito democratico è l'unica organizzazione politica che ha al suo interno meccanismi di democrazia che nessun'altro partito ha: permette l'elezione del suo segretario, nonché candidato alla carica di presidente del consiglio o alle primarie in caso di coalizione allargata, tramite la partecipazione di tutti i cittadini italiani. Non è poco, le modalità di elezione del segretario, e la presenza di una assemblea nazionale di delegati assieme a tutte le federazioni regionali, permette una partecipazione maggiore da parte di tutti i cittadini, anche se non iscritti, nella scelta del candidato alla guida del partito e del suo programma che determinerà la linea politica da seguire.
È un bel passo avanti, a differenza dei partiti che si sono affermati dopo l'avvento di questo finto bipolarismo che prendono piede solamente grazie alla bella faccia o ai bei discorsi pieni di retorica dei loro leader, ma che poi al loro interno ci ritroviamo sempre gli stessi personaggi di un tempo. Ora tutti sono affascinati da Vendola, questo nuovo personaggio che riesce a trascinare migliaia di persone con i suoi fantasmagorici discorsoni, il suo carisma gli ha permesso di far crescere il suo partito dal 3% all'8% in pochi mesi, chissà quale radicata struttura interna eleggerà i suoi rappresentanti a livello locale.
L'esodo si sta già compiendo, rifondazione comunista (partito da cui Vendola proviene) sta già pagando la sconfitta di Nichi all'ultimo congresso, presto sparirà per sempre non avendo rappresentanti in parlamento e vedendo il trasferimento verso SEL di alcuni esponenti locali insieme ai loro voti.
Certo, non ho la presunzione di dire che nel PD non ci siano sempre le stesse facce ma vorrei fare una considerazione. L'organizzazione giovanile che fa riferimento al PD, i Giovani Democratici, organizzazione indipendente dal partito e che al suo interno vede giovani under 30 pieni di passione e idee stanno già proponendo le primarie per la scelta dei candidati alle varie amministrazioni, dai comuni alle regioni e, badate bene, non è la solita voce che si sente dire in tv da qualche rappresentante PD che poi viene puntualmente smentito, o meglio ignorato dalla classe dirigente nazionale, i giovani democratici stanno assumendo sempre più potere nel partito. Il giochino dei capi bastone delle vecchie correnti diessine e margheritine sta per rompersi, c'è una generazione di studenti e giovani precari che non si differenzia fra loro perché hanno una tessera di partito ma che sono stati soffocati da una casta cieca ai loro reali bisogni.
Cosa distingue un giovane del PD rispetto a uno di SEL? Che a uno sta antipatico il leader del partito dell'altro? Sono queste le differenze? Non guardiamo a questo, guardiamo ciò che interessa noi giovani, potremmo essere uniti sotto lo stesso simbolo e risollevare questo nostro martoriato paese ripartendo dalla scuola, dall'università, dall'occupazione data dalle energie rinnovabili (l'eolico in Germania ha dato più di centomila posti di lavoro) e tanto altro. Entriamo con forza in un partito e cambiamolo per noi, io sono convinto che il partito debba essere grande, magari il principale partito di opposizione che c'è in Italia, se sono un giovane democratico non significa che sono responsabile io di quello che fanno certi cialtroni che oggi siedono in parlamento, però la responsabilità è mia se non provo neppure a cambiarle attivandomi seriamente e non soltanto votando questo o quel partito. Le idee ci sono, dobbiamo soltanto farci sentire e smetterla di darci martellate sulle balle fra di noi, smetterla di farci abbindolare dal primo che parla e seguirlo come pecore ma darci da fare tutti insieme: PD SEL IDV sono partiti che hanno la stessa base di elettorato; c'è il vecchio e le erbacce da togliere e il nuovo da piantare, il nuovo sono io, siamo noi tutti.

sabato 11 giugno 2011

La scomparsa dei fatti.

L'argomento scotta più che mai e accende gli animi di molti. L' informazione italiana fa pandant con la crisi più nera. Si è piegata come una canna al vento, flettendosi verso il servilismo, cancellando i FATTI, l'essensiale per una buona informazione. Un opinione non deve nemmeno essere obbiettiva, cioè che da un opinione personale, ma deve essere imparziale; deve esserlo perché deve mantenere la purezza della notizia, lasciando il fatto da solo e senza un pensiero personale.
Solo così chi legge ragiona con la propria testa, crea una propria opinione, senza essere soggiogato da idee esterne. Insomma aveva ragione il vecchio Kierkegaard (1813-1855), la comunicazione deve essere del singolo, bisogna avere un pensiero individuale, non un pensiero globale.
E' un'utopia? Forse. Ma solo così si avrà un'informazione pura. Ormai anche chi ha il salame sugli occhi può percepire il marcio dell'informazione. Servilismo, ripeto. Destra-Sinistra-Centro. Ormai tutti i giornali sono etichettati, questo pro Pd, l'altro Pro Pdl, giusto per fare un esempio.


L'Italia è l’unico Paese europeo a essere retrocesso nell’ultimo anno dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale». La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati»[Corriere Della Sera]. Eppure nessuno si muove, siamo uno stato in cui è radicato il lassismo,il buonismo, della politica del "lascia fare a lui non è compito mio". Sveglia ragazzi, non esiste più Destra o Sinistra, i politici sono uomini, hanno scambiato lo stato per una grande mangiatoia e ci lasciano le briciole! Non importa il partito o l'ideologia perché non c'è più etica nei loro pensieri, non c'è più coerenza, soltanto un famelico interesse al loro tornaconto personale. E allora mi appello a questa utopia, a questo fantomatico pensiero, che tutto il Sistema cambi, che ci sia un nuovo modo di far politica a cominciare dall' informazione. I giornalisti devono uscire dal rovescismo, devono possedere il diritto/dovere di osservare e descrivere ciò che vedono. La cosa più importante ora e sempreè la libertà di scrivere ciò che avviene nel mondo senza commenti o opinioni che sviano i fatti.
Mauro Loddo.

Intercettazioni Santanchè-Briatore: Berlusconi continua con i festini!

I festini Bunga Bunga del presidente del consiglio? Mai finiti. Lo dice Briatore al telefono con la Santanchè. Il plurimiliardario intercettato al telefono con l'amica, si mostra stupito, quasi spaventato. "Ma sei sicuro che lui (Berlusconi) ha ripreso?", domanda la parlamentare del Pdl. Sì, "al cento per cento", risponde l'imprenditore. Quindi i festini non sarebbero mai finiti. L'ha scoperto la procura di Genova, che indaga su Briatore, accusato dalla guardia di finanza di evasione fiscale per la gestione del suo yacht 'Force blue'. Le intercettazioni ovviamente verranno usate come ulteriore prova nello scandalo Ruby. Briatore confida alla Santanchè che Berlusconi "è malato! Il suo piacere è vedere queste qui, stanche, che vanno via da lui. Stanche, dicono. Oh, che poi queste qui ormai lo sanno! Dopo 'due botte' cominciano a dire che sono stanche, che le ha rovinate." 
Una fedelissima del premier, che ha lottato per difendere Berlusconi davanti ai tribunali, sostenendo per altro che il Bunga Bunga non sia mai esistito, si trova in una situazione imbarazzante: come riuscirà a spiegare le interecettazioni?! festini, nonostante il processo, sarebbero continuati ma con delle piccole variazioni, ad iniziare dalla villa (non più Arcore), mentre le escort sono rimaste le stesse.

Ecco qui le intercettazioni pubblicate:
Daniela Santanchè: “Ma sei sicuro che lui (Berlusconi) ha ripreso?”. 
Briatore: “Al cento per cento”.
DS: “Io sono senza parole … ma perché insiste (con il bunga bunga)?”
FB: “Mora mi ha detto che “Tutto continua come se nulla fosse”.“É malato, Dani! Il suo piacere è vedere queste qui, stanche, che vanno via da lui. Stanche, dicono. Oh, che poi queste qui ormai lo sanno! Dopo “due botte” cominciano a dire che sono stanche, che le ha rovinate”.
DS: “Roba da pazzi!” 
FB: “Non più lì (ad Arcore), ma nell’altra villa (…) Tutto come prima, non è cambiato un ca**o. Stessi attori (…) stesso film, proiettato in un cinema diverso (…). Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry, ma la base del film è uguale, il nocciolo duro, “Cento vetrine”. 

Perchè non fidarsi del PD


In questi giorni l'Italia si prepara per andare al voto sui 4 quesiti referendari che chiedono un'opinione importante su legittimo impedimento, nucleare e gestione dell'acqua. Sono tutti argomenti importantissimi, ma specialmente in Sardegna l'argomento sul nucleare fa discutere molto. Va ricordato che nella nostra isola ci siamo già espressi in maniera nettamente contraria attraverso un referendum consultivo circa un mese fa ormai. Il 97 % dei votanti al referendum (circa il 60 % degli aventi diritto) ha respinto il nucleare come fonte di energia, aprendosi così a energie rinnovabili e alternative. Dopo questo test però ora è il turno di quello nazionale. Il vento che sembra tirare è quello del SI contro nuclerare, legittimo impedimento e privatizzazione dell'acqua. Almeno si spera. E che, soprattutto, si raggiunga il quorum. Ma come sembra dalle immagini dei cittadini scesi in piazza, questi si schierano contro il governo e la loro decisione senza identificarsi per forza nei partiti e questi ne cavalcano l'onda. In primis il PD. Il PD è schierato contro il nucleare e sostiene, secondo le dichiarazioni del segretario e dei suoi scagnozzi, che esistono delle fonti di energia alternative al nucleare. Quindi un'apparente chiusura netta contro il nucleare e un'apertura alle fonti rinnovabili. Ma siamo sicuri che il PD sia realmente contrario e la sua sia una posizione coerente, netta e chiara verso i cittadini e verso gli elettori? Se si va a vedere la relazione Laperrouze approvata nel Parlamento Europeo ci sono anche i voti favorevoli del Partito Democratico. E' giusto spiegare brevemente di cosa tratta questa relazione per facilitare la comprensione del peso politico di questa votazione e le porcherie che al Parlamento Europeo approvano. La relazione Laperrouze si esprime sulle energie in particolare quella nucleare attribuendo ad essa un peso economico rilevante e prevedendo da parte dell'Ue dei finanziamenti agli Stati interessati ad avviare progetti energetici che prevedono l'uso del nucleare come fonte energetica. Così, in sostanza, il PD si è espresso in maniera FAVOREVOLE AL NUCLEARE. Tale voto espresso nel Parlamento Europeo alla fine del 2009 pesa come un macigno nella credibilità del PD. Infatti ci sarebbe da chiedersi perchè oggi si esprime contratrio al nucleare? Perchè denuncia il governo Berlusconi di usare politiche energetiche fallimentari? Perchè, ancora, accusa il governo attuale di essere antidemocratico o comunque di non tenere conto del voto degli italiani quando si era espresso contro il nucleare già diverse decine di anni fa? Dobbiamo forse pensare che il PD sta semplicemente cavalcando l'onda dell'opinione anti-nucleare? Dovremmo forse pensare che il Partito Democratico in realtà non si preoccupa poi cosi tanto del voto espresso precedentemente sul referendum contro il nucleare? Ciò che sembra evidente è che questo partito sembra seriamente prendere per il culo i suoi elettori, i cittadini e tutti gli italiani che credono veramente che esista un'alternativa al berlusconismo e al nucleare. In conclusione, faremo bene noi a fidarci di un partito del genere se un domani (visto che, senza però farsi troppe illusioni, il berlusconismo stia crollando) andasse a governare? Sono domande che gli italiani devono porsi. Perchè la "tendenza italiana" ormai la conosciamo. Giustamente non si accontentano mai poichè ad un governo di "centro-destra" solitamente si alterna uno di "centro-sinistra" e cosi via perchè entrambi non riescono mai una volta a dare risposte concrete ai cittadini e ad avere credibilità. Di conseguenza se adesso si alternasse a Berlusconi un governo guidato dal PD che rivelerà la sua natura fallimentare e la sua politica falsa e che non ci pensa due volte a prendere in giro il cittadino (mi chiedo chi oggi non lo faccia) esplicando così il suo fallimento e riconsegnando il paese ad una destra sicuramente più forte, determinata e temibile vista la forte crisi economico-finanziaria e i risvolti politici, economici e nazionalisti che ciò potrà comportare.
Antonio Vincenzo Cardia

giovedì 9 giugno 2011

Professione educatore

Quando dici che fai l’educatore ti chiedono: “insegni?”
E’ scandaloso che nel 2011 intorno alla professione “educatore” c’è ancora un grande buio. È doveroso fare luce!
E’ colui che ha preparazione nel campo della pedagogia, dinamiche relazionali e di gruppo, conoscenze del linguaggio verbale e non. È una persona che ha estrema consapevolezza di sé e dei propri limiti, rispetto per la persona umana . Sa dominare le proprie emozioni e costruire relazioni educativamente significative con l’altro riuscendo a mantenere  una distanza pedagogica. Programma e progetta. È una persona tanto profonda nelle proprie riflessioni quanto pratica e organizzativa nella vita di tutti i giorni. È colui che crede nelle potenzialità della persona umana e la considera come infinita risorsa. Lavora con tutti, grandi e piccoli. Educa bambini,disabili,genitori,anziani. Come la maggior parte delle professioni sul  sociale è poco retribuita . E’ un lavoro che persone con tanta passione fanno. Insomma facendo due più due...  
educatore: lavoro con cui non ci si arricchisce ma che arricchisce.


Da anonimo per Resistenza Giornalistica.

mercoledì 8 giugno 2011

In Italia la dittatura è reale o percepita?

Il dizionario della lingua italiana, alla voce «dittatura» precisa: «La situazione data dall’accentramento, in via straordinaria e temporanea, di tutti i poteri in un solo organo, monocratico o collegiale». 
Analizziamo la situazione odierna dell’Italia per verificare o meno se sussistano i presupposti per parlare di dittatura.

Il Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi è:
  • - L’UOMO PIÚ RICCO D’ITALIA
  • - PRESIDENTE IN CARICA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Controlla l’intero governo italiano
  • MINISTRO IN CARICA DEL TESORO , DELL'ECONOMIA, DELLE FINANZE

Le partecipazioni dirette (cioè il controllo vero e proprio) del Ministero delle Finanze e dell’Economia sono le seguenti: 

Alitalia (62,33%),Enel (50,63%), ENI (20.32%), Finmeccanica (32,30%), ANAS (100%), ARCUS (100%), Cassa depositi e prestiti (70%), Cinecittà Holding (100%), Coni Servizi (100%), Consap (100%), Consip (100%), ENAV (100%), EUR (100%), Ferrovie dello Stato (100%), Fintecna (100%), GRTN (100%), Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (100%), Italia Lavoro (100%), Patrimonio dello Stato (100%), Poste Italiane (65%), RAI Holding (100%), SACE (100%), Sicot (100%), SOGESID (100%), SOGIN (100%), Sviluppo Italia (100%), FIME (71,8%), SEAT (0,1%)





  • PROPRIETARIO DELLA FININVEST 

Le partecipazione private della Fininvest sono le seguenti: 

Elettronica Industriale (diffusione del segnale Tv), Telecinco, MediasetPublitalia, Pebliespana, Rti, Videotime, MondadoriEinaudi, Electa, Le Monnier, Sperling & KupferMedusaPagine Italia, Hopa, Mediolanum, Albacom, Milan calcio,   

In pratica:
attraverso la Rai Holding Spa (controllata dal suo Ministero del Tesoro). Con la sua nuova legge sulle Telecomunicazioni, denominata «Legge Gasparri», potrà eleggere il Direttore e il Presidente della Rai, Radio Televisione Italiana!attraverso Mediaset (controllata dalla sua Fininvest), Il Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi 
attraverso la Rai Holding Spa (controllata dal suo Ministero del Tesoro).attraverso Publitalia (controllata dalla sua Fininvest), Il Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi 
attraverso il Ministero del TesoroSpa attraverso la sua Finivest Il Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi 
attraverso Mediolanum (controllata dalla sua Fininvest)attraverso il suo Ministero del Tesoro Il Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi 
(controllata dalla sua Fininvest)attraverso il suo Ministero del Tesoro Il Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi 

QUESTO ACCENTRAMENTO TEMPORANEO E STRAORDINARIO DI POTERI (POLITICO, LEGISLATIVO, ECONOMICO, MEDIATICO, PUBBLICITARIO, CALCISTICO) NELLE MANI DI UNA SOLA PERSONA SODDISFA LA DEFINIZIONE DATA DAL DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA A PROPOSITO DI DITTATURA...

martedì 7 giugno 2011

WE CAN DO IT!

1 febbraio 1945, giornata storica: in Italia viene introdotto il suffragio universale maschile e femminile. Una battaglia finalmente vinta dalle organizzazioni femminili nate durante la Resistenza. Bisognerebbe dire grazie a tutte queste donne, che sono riuscite a rendersi indipendenti e si sono esposte alla luce del sole (politica e non). Nonostante questo passo in avanti, le donne non sono ancora riuscite ad entrare pienamente nelle istituzioni politiche. La partecipazione femminile, in Italia e non solo, è molto bassa, anche se ci son alcuni Stati dell’Unione Europea che riescono a distinguersi e le donne partecipano in maniera consistente alle attività politiche. Non si tratta di rivendicare diritti negati ma piuttosto di sensibilizzare l’opinione pubblica. Si è abituati a pensare alla politica come un luogo meramente maschile dove a confrontarsi vi debba essere solo il maschio con grandi capacità intellettuali. Ma il problema non è solo questo. Vi sono anche delle questioni riconducibili al sistema politico stesso. Il portale ITALIADONNA parla del problema del sistema elettorale di tipo maggioritario che tende non solo ad escludere i gruppi minori, anziani e giovani in primis, ma anche le donne. Di conseguenza vi è la difficoltà a creare un gruppo, un movimento politico al femminile, che sia punto di riferimento per le elettrici e per le elette. C’è da aggiungere che un impegno politico porta la donna a dover stare fuori casa e questo non è possibile visto gli impegni “casalinghi” a cui si vedono costrette a rispondere. E non importa se le donne, in Italia, sono il 52 % degli elettori poiché vengono rappresentate nelle istituzioni politiche solo in minima percentuale: 10,8. C’è da dire che la scarsa partecipazione attiva delle donne è data anche dal poco interesse alla politica: sempre meglio guardare Maria de Filippi che un qualsiasi programma culturalmente avanzato, che riscuote successo solo tra gli uomini. Nonostante tutto l’Ue ha tentato di smuovere la situazione, invitando i Paesi membri ad attivarsi concretamente per rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne di partecipare alla vita politica. Un esempio diametralmente opposto all’Italia è rappresentato dalla Svezia (ma quando impareremo da loro?) in cui la partecipazione femminile è pari a quella maschile.
Ciò a dovuto a due aspetti distinti:
1) nessuna resistenza ideologica, religiosa, storica e sociale alla partecipazione femminile alla politica;
2) le donne sono molto interessate alla politica sia in ambito politico che culturale e sociale.

Sarebbe necessario per l’Italia trarre spunto da questo Paese, non solo per quanto riguarda la partecipazione femminile. Ma questo sarebbe tutt’altro discorso che ora non è possibile approfondire. Forse dovremo iniziare ad aprire la nostra mente chiusa, che si limita a relegare la donna in quegli ambienti che da sempre sono stati affidati a loro. A volte sarebbe utile poter invertire i ruoli e portare le donne a ricoprire quelle cariche definite puramente maschili, con una donna ministro dell’economia ed un uomo ministro alle politiche sociali e all’istruzione. Ma questo rimarrà un sogno destinato a non esaudirsi mai. Almeno fin quando l’Italia non comincerà a capire che si ha bisogno di rinnovamento. Ma il rinnovamento comincia proprio dalle donne, da quelle donne che hanno combattuto vere battaglie e le hanno vinte. Forse un piccolo spiraglio di luce in questo buio totale, o quasi, c’è. Alle ultime elezioni amministrative, Ravenna ha dato un forte segnale. Sono appena state nominate due “assessore”, per dirlo in gergo politichese. 22 anni la prima e 25 la seconda. Qualcuno le ha definite “scelte coraggiose”, qualcun altro parla di “totale inesperienza” delle due giovani, forse deluso dal non aver ottenuto l’ambita poltrona. Sarebbe forse il caso di lasciar lavorare le giovani e non di affrettarsi, come sempre, nei giudizi. Fossero stati uomini i nuovi giovani assessori nessuno si sarebbe lamentato, anzi, sarebbero stati i benvenuti. Non è cosa gradita vedere una giovane che si afferma politicamente, anche perché si è abituati a pensare che le donne per poter diventare qualcuno politicamente debbano essere belle, senza cervello e con ben altre esperienze curriculari. Che dire, attenderemo novità da Ravenna e se magari nel frattempo qualche altro comune italiano gradisce prendere spunto non si tiri indietro, anzi.

lunedì 6 giugno 2011

Il sogno di un uomo per il futuro di tutti.

Per una notte oltre tremila persone si sono riunite a Firenze sfidando le piogge primaverili per ascoltare le storie di un’Italia diversa, narrate per l’occasione da un ospite d’eccezione: Roberto Saviano.
Lo scrittore partenopeo conosciuto in tutto il mondo per il suo bestseller “Gomorra”, libro coraggioso nel quale vengono spiegate le dinamiche del potere della camorra, ha incontrato il pubblico Fiorentino presso la libreria “Feltrinelli”. Tremilatrecento persone hanno risposto all’appello dello scrittore, presentandosi puntuali ad un appuntamento più unico che raro( a causa delle minacce ricevute dai clan che ha denunciato, Roberto Saviano è costretto a vivere sotto scorta dal 2006, privandolo di fatto di qualsiasi libertà per motivi di sicurezza), nel quale sono stati analizzati i “mali” che oggi affliggono il nostro Paese quali il sistema di delegittimazione ribattezzato macchina del fango e il dominio incontrastato della criminalità organizzata in alcune regioni. Un’ora e mezza nella quale L’Italia è stata messa a nudo, spogliata da ogni luogo comune e cliché per essere raccontata nella sua più totale verità, che oggi buon parte dei media nazionali e dell’opinione pubblica cerca di nascondere,e, quando questo non è possibile, attacca e delegittima chi, avendo sete di verità e credendo fortemente che proprio dall’indignazione dovuta alla realtà dei fatti si possa trovare la forza per costruire un nuovo paese, decide di affrontare l’argomento per portarlo dritto alle coscienze di tutti. E Roberto Saviano è un maestro in questo. Riesce a catturare l’ascoltatore, renderlo consapevole e , facendo delle storie che apparentemente sembrano lontane dalla nostra realtà, storie di tutti. Non esiste più quindi l’indifferenza, il distacco, nessuno può più dire di non sapere. O si agisce per migliorare le cose o si chiudono gli occhi, sapendo però di diventare così complici di un sistema che impedisce all’Italia di spiccare il volo e di riprendersi il posto che merita nel mondo. E’ proprio questo il merito di Roberto, riuscire a trasformare il verbo in azione, usando la parola come arma di difesa e democrazia contro l’ingiustizia e il crimine.
 Non solo storie di difficoltà oggettive però hanno appassionato il pubblico, ma anche storie di grandi uomini e valori universali, che possono essere prese come punto di riferimento per costruire nuovi orizzonti. Uomini che hanno resistito ad ogni attacco come Giovanni Falcone, simbolo della lotta alla mafia, che ha continuato il suo lavoro nonostante tutto intorno a lui fosse bruciato, ma sorretto dalla totale ed incondizionata convinzione che non esiste intimidazione o organizzazione criminale che possa fermare il cammino della giustizia.
Storie d’amore come quella fra Piergiorgio e Mina Welby, che hanno lottato contro l’accanimento terapeutico con tutte le strade legali a loro disposizione senza cercare di trovare un rimedio al problema emigrando all’estero, lanciando un chiaro messaggio: la lotta per il diritto di uno, è la lotta per il diritto di tutti.
Storie di uomini raccontate ad uomini, che sono stanchi di vedere un paese che si è perso e non riesce a trovare una via d’uscita da questa situazione.
Grandi applausi e standing ovation alla fine dell’incontro, volutamente svoltosi in biblioteca, luogo difensore della parola, della libertà di pensiero ed espressione, luogo dal quale può partire la “rivoluzione culturale” che tanti stanno sognando. La rivoluzione della partecipazione, della presenza, contro chi pensa che il popolo si sia spento, contro gli svogliati cronici che subiscono la realtà senza combattere per cambiarla. Un incontro che ha profumato di speranza, nel quale lo scrittore Saviano ha mostrato le sue grandi doti comunicative, svolgendo con grandissima professionalità il proprio lavoro, lo stesso che gli ha causato una vita estremamente complessa.
 Una figura che non è più quella del semplice giornalista d’inchiesta, ma che è molto di più, essendo riconosciuto universalmente come uno dei più grandi scrittori al mondo.
E se è vero che ogni uomo cresce solo se sognato, il futuro allora non sembra ancora perduto.

Scritto da Marco Galli per Resistenza Giornalistica.

domenica 5 giugno 2011

Guerre Dimenticate


"A partire dagli anni '90, 57 guerre sono state combattute sul suolo di 45 paesi. Allargando il quadro al periodo 1945-1999, secondo il programma di ricerca statunitense Correlates of War si registrano 25 guerre interstatali, che hanno prodotto circa 3,3 milioni di morti in combattimento; nello stesso periodo sono deflagrate ben 127 guerre civili, che hanno lasciato sul terreno 16,2 milioni di morti. Al di là comunque delle definizioni degli esperti, questi dati mostrano in modo inequivocabile che le guerre intrastatali (con o senza forme di intervento esterno) sono diventate la principale forma di violenza organizzata negli scenari globali." 

Ci sono conflitti che meritano l'attenzione dei media più di altri. Esistono guerre di serie A e serie B, dove l'unica differenza è l'informazione che viene data a ognuno di noi per farsi un idea di quello che accade. Sono certo, perchè anche io sono molto impreparato sull'argomento, che pochi di voi sanno che accade in Congo, oppure sa qualcosa di approfondito sul genocidio in Armenia.
Tv, radio, stampa, Internet, Istituzioni (europee e italiane), la stessa popolazione in generale dà poca attenzione, talvolta semplifica o banalizza situazioni drammatiche. Anche la Chiesa cattolica, sebbene cerchi di mettersi in gioco in prima linea (634 martiri degli ultimi 12 anni) non raggiunge in modo significativo l’obiettivo di informare i cattolici sui disastri causati dalle guerre. Un campione rappresentativo della popolazione italiana è stato infatti raggiunto all’inizio di dicembre 2001, attraverso un sondaggio demoscopico. Che la guerra evochi nell'immaginario collettivo un’idea di morte e devastazione lo riconosce il 78% degli intervistati. E tuttavia il 25% degli stessi non è in grado di citare alcun paese coinvolto in guerre.
Un’indagine condotta da Caritas Italiana, Famiglia Cristiana e Il Regno, volta a mettere in luce non solo il grado ma anche le cause di una scarsa considerazione da parte di media e opinione pubblica nei confronti di taluni conflitti armati, individua alcune variabili strategiche che potrebbero fungere da ipotesi esplicative per comprendere perchè alcune guerre vengono dimenticati e altre no:
A) Posizione geografica del paese sotto stato di guerra: tanto più lontano dall’Italia è il paese in questione, quanto meno interesse suscita nell’opinione pubblica nostrana;

B) Severità del conflitto, in termini di numero di vittime e feriti, armi utilizzate, violazione dei diritti umani ecc. Più il conflitto è brutale maggior scalpore suscita. Indubbiamente la violenza possiede già di per sé un gran potenziale mediatico. A tal proposito, la stessa Caritas ricorda in realtà come il legame tra violenza del conflitto e audience dello stesso, non sia così automatico; per esempio la drammatica situazione della Repubblica Democratica del Congo ove il numero di morti ha superato i 3 milioni, a cui va aggiunto un numero elevatissimo di sfollati, senza riparo e copertura nei media;

C) Durata del conflitto: più un conflitto si protrae nel tempo, più è facile che esso venga marginalizzato dai media. Un evento rapido e imprevedibile fa sicuramente maggior presa sulle coscienze rispetto ad uno duraturo e tendenzialmente costante nel succedersi degli avvenimenti. Ad esempio la pluridecennale guerra in Myanmar ha trovato ampio spazio sui media solamente in concomitanza con la cruenta repressione della protesta de monaci buddhisti da parte dell’esercito;
D) Rapporti storico-culturali tra il paese in conflitto e l’Italia. La presenza di immigrati italiani, operatori di pace, soldati in missione, legami politico-culturali aumenta il grado di attenzione da parte dell’opinione pubblica. Da una ricerca condotta da Medici Senza Frontiere, nel corso del 2007 il numero di notizie riportate dai mezzi d’informazione italiani relativamente alla Somalia (ex colonia italiana), ha subìto un’impennata in concomitanza con le dichiarazioni dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, presente al Vertice dell’Unione Africana
E) Rapporti economici tra il paese in questione e l’Italia: la presenza di investimenti commerciali e finanziari italiani in loco aumenta l’interesse dei media a parlare del paese;
F) Presenza di forze militari internazionali sul territorio. Una decisione di intervento da parte di attori quali Onu, Nato o Commissione Europea aumenta l’interesse dell’opinione pubblica, tanto più in caso di intervento diretto delle truppe italiane. Se la guerra in corso non è considerata un affare di politica internazionale, difficilmente le istituzioni propenderanno per una soluzione interventista e il conflitto non godrà del sufficiente livello d’attenzione;
G) Quanto più un evento è personalizzabile tanto più sarà notizia. Si consideri, a riguardo, la vicenda di Ingrid Betancourt, la cui figura catalizza quasi per intero i riferimenti dei media alla guerriglia colombiana; o si pensi alla crisi quotidiana dello Sri Lanka, che da oltre 25 anni mette in ginocchio la popolazione ma che ha trovato spazio nei rotocalchi informativi in coincidenza con il ferimento dell’ambasciatore italiano Pio Mariani.
Infine vi posto anche uno studio fatto da medici senza frontiere:


Scusi, questo è il Primo Mondo?

Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti d'America, 49 anni
David Cameron, Primo Ministro del Regno Unito, 44 anni
Angela Merkel, Cancelliere della Germania, 56 anni
Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica Francese, 56 anni
Ed Miliband, Capo del Partito Laburista del Regno Unito e attualmente Capo dell'Opposizione, 41 anni

Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, 74 anni
Pier Luigi Bersani, Segretario del Partito Democratico e attualmente Capo dell'Opposizione, 59 anni

"Non è un Paese per vecchi" 
Dissero, ma di sicuro non si riferivano al Bel Paese, la amata Repubblica Italiana.
Prendendo spunto da Capi di Stato e Governo o illustri uomini politici di Paesi che attualmente coprono quello che viene definito Primo Mondo, Paesi pienamente civilizzati e sviluppati di Europa o America del Nord, ci si rende conto di come l'età degli esponenti della massima vita politica italiana abbiano un'età decisamente maggiore rispetto ai loro corrispettivi degli altri Paesi con gradi di sviluppo uguali o superiori. La situazione non cambia analizzando le età dei membri degli organi istituzionali italiani (Presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale), o vedendo chi sono coloro che occupano i posti di prestigio nelle maggiori compagnie private e pubbliche che operano o che hanno sede in Italia (Saras e Pirelli su tutte).
Una questione simile può passare inosservata agli occhi di molti, potrebbe essere normale che alti dirigenti di aziende o di Partito vengano scelti per la loro competenza, le loro capacità personali e operative, la loro esperienza, però quello che continua a incuriosire gli osservatori, è la mancanza di un ricambio generazionale, normale procedimento dettato dalle leggi del mondo che si innesca quando i figli sostituiscono i loro padri nello svolgimento delle loro funzioni.
A giudicare dalle età degli uomini di rilievo, pare che questo stia accadendo un po' ovunque, ad eccezione di Paesi sottosviluppati o in via di sviluppo, o in Paesi strangolati da eterne dittature dove il mancato ricambio generazionale è scontato in quanto in ovvio contrasto con il regime vigente.
Può essere forse che l'Italia, Paese che da ormai molti anni fa parte dell'elite degli Stati mondiali, cofondatore della CEE divenuta poi UE, membro di spicco della stessa Unione Europea, membro di elevatissimi vertici politici mondiali come G7, G8 e G20, abbia smesso da un po' di essere inclusa nel fantastico e fiabesco Primo Mondo?
Si, può essere.
E' sufficiente analizzare il normale corso della storia per rendersi conto che quelli che noi abbiamo racchiuso in "settori", ovvero Primario, Secondario, Terziario e Terziario Avanzato, hanno accompagnato lo sviluppo dell'uomo in ogni sua fase, e il loro livello di protagonismo cambiava all'evolversi della società. Quando il sistema era fondamentalmente arretrato e quasi privo di civiltà, il settore primario, ovvero quello agricolo ed estrattivo, era il dominante, e così accade nei Paesi che ancora oggi presentano un modello di sviluppo economico e sociale che ricalca quello ad esempio europeo molti secoli fa, prima del processo che ha portato alla Rivoluzione Industriale. Ovviamente le varie fasi di sviluppo dei Paesi hanno potuto godere della "compagnia" dei diversi settori, ed è per questo, che nel 2011, i Paesi del Terzo Mondo sono fondamentalmente agricoli, quelli del Secondo Mondo hanno una forte industrializzazione, e quelli del Primo Mondo sono specializzati nel terziario, il settore dei servizi, anche se si parla già di Terziario Avanzato, ovvero un settore che si occupa dello sviluppo attraverso l'hi-tech, la ricerca e la scienza più alta e moderna.
A ciò si collega il discorso italiano, il discorso di un'Italia che non è in grado di garantire l'adeguato sfruttamento dei suoi tesori, a partire dal turismo per arrivare a quella che è una delle fondamentali piaghe del nostro Paese: il mancato utilizzo del capitale umano. L'utilizzo di questo tipo di politica sarebbe comprensibile in un Paese il cui capitale umano si dimostra inefficiente, scarso e difficile da utilizzare, ma l'ormai triste fenomeno della fuga dei cervelli prospetta davanti a noi la realtà di un'Italia che non riesce a modernizzarsi perchè non vuole modernizzarsi, un'Italia che rimane agli anni 80 mentre gli altri Paesi si sono tuffati nel prestigio del Terzo Millennio, un'Italia che rimane al suo settore Terziario mentre il resto dei Paesi del Primo Mondo affronta di petto il settore Avanzato, spesso sfruttando il capitale umano italiano snobbato dall'Italia stessa. Ancora una volta il problema non è nell'impossibilità di crescita, ma nella scarsa voglia da parte dell'attuale classe dirigente di farsi da parte, e lasciare spazio al mondo dirompente dei giovani, un mondo fatto di pensieri e talenti, di novità e di prestigio.


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