giovedì 15 settembre 2011

“Non rompete le palle”. Sapete chi fu il primo a dirlo?


Mentre i Romani invadevano Siracusa, Archimede era intento a disegnare le sue figure geometriche su un vassoio ricoperto di polvere. Non si accorse del tumulto dei combattimenti, seguiva con lo sguardo solo il suo dito indice. I soldati arrivarono anche nella sua abitazione e, stando a quanto racconta la leggenda, uno di loro gli ordinò di seguirlo da Marcello, il generale romano in campo.  Il vecchio geometra ribattè indignato: “Noli turbare circolo meos”. Non guastare i miei cerchi, rispose facendogli vedere le sue figure sul vassoio. Indifferente e tranquillo, riprese i suoi lavori col dito. Proprio come avrebbe fatto oggi un bambino di 3 anni con i genitori urlanti per delle scosse di terremoto. La risposta di Archimede fece infuriare il soldato al punto che sguainò la spada e trafisse il più grande matematico del mondo antico.
“La morte di Archimede per mano di un soldato romano è il simbolo del cambiamento enorme che c’è oggi nel mondo. I romani furono una grande razza, ma erano sterili, troppo pratici. Non erano abbastanza sognatori da giungere a nuovi punti di vista che avrebbero potuto dare un controllo superiore delle forze della natura”, così ha commentato Il filosofo Whitehead.

I romani avevano paura di  Archimede: lui “sapeva maneggiare un grande peso con una piccola forza” (Archimede fu il primo ad usare la carrucola, gettò in mare da solo le prime navi), aveva inventato una vite idraulica per sollevare l’acqua, era in grado di dimostrare il moto dei corpi celesti.

Ed è morto così. Sulla sua tomba c’è un disegno che ricorda la sua scoperta più importante, andate a cercarla.
Insomma siamo tutti un po’ “Romani”: chi è che muore oggi per la contemplazione di qualcosa che ritiene importante? Nessuno muore oggi per qualcosa di che in qualche forma ha il sapore della bellezza.
Si muore, ancora una volta, per le guerre. Come i Romani.
Io voglio un mondo migliore di questo.
E allora non mi rompete le palle: avevi ragione Archimede!


Scritto da 
L.I.P.U. (Lega Italiana Protezione Universitari)
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