"Tutti i giorni ci dicono come sta andando la guerra al terrorismo. Una parola che viene usata bipartisan, non ci si chiede nemmeno che significa. Se chiedessimo il significato di terrorismo a New York, risponderebbero le torri che crollano con tante persone dentro; I Curdi invece risponderebbero che sono i gas chimici di Saddam Hussein; i popoli dell'America Latina i colpi di stato e i Desaparecidos che hanno avuto in questi anni. Tutti abbiamo una forma di terrorismo, e allora non è questa la guerra che stiamo combattendo, anche perchè chi la combatte non ha alcuna credenziale per combatterla. Bisogna riflettere con la propria testa, bisogna capire che la guerra non è contro il terrorismo, ma contro i poveri del mondo."
Non esistono guerre giuste, le guerre si fanno sempre e solo per consentire a pochi di avere tutto e a molti di patire la miseria. Gino Strada arriva quando tutti scappano, e mette in piedi ospedali di fortuna, spesso senza l'attrezzatura e le medicine necessarie, quando la guerra esplode nella sua "lucida follia". Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori, bambini, donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate dappertutto.
Gli afgani li chiamano le mine antiuomo pappagalli verdi, titolo che Gino Strada ha dato ad un suo libro (Feltrinelli, 2006). Mine che cadono dal cielo, con delle ali verdi, che attirano i bambini e li fanno saltare in aria. Uno dei grandi promotori di Emergency oltre che a fare il chirurgo, scrive. I suoi libri materializzano la violenza della guerra in tutte le sue parti più nascoste. Gino Strada è un vero uomo di pace, ci crede vivamente, mettendoci anima e corpo. E' una persona straordinaria che ci racconta le sue esperienze nei paesi in guerra di tutto il mondo, dal Kurdistan all’Angola, dall’Etiopia al Perù passando per la Cambogia, Gibuti e l’Afghanistan, dove si trova tutt’oggi. E’ un uomo lucido che investiga se stesso, che in fondo come tutti ha paura, che ascolta nella sua baracca Animals dei Pink Floyd mentre fuori si sentono scoppi di bombe e raffiche di mitra. Ha visto la sua morte da vicino più volte, si interroga sui grandi perché della vita sapendo che non c’è una risposta se non quella di dedicare tutto se stesso affinché, nell’incomprensibilità di tutto questo, almeno i più sfortunati possano essere trattati come esseri umani e non come da carne da macello.

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