
In questi giorni l'Italia si prepara per andare al voto sui 4 quesiti referendari che chiedono un'opinione importante su legittimo impedimento, nucleare e gestione dell'acqua. Sono tutti argomenti importantissimi, ma specialmente in Sardegna l'argomento sul nucleare fa discutere molto. Va ricordato che nella nostra isola ci siamo già espressi in maniera nettamente contraria attraverso un referendum consultivo circa un mese fa ormai. Il 97 % dei votanti al referendum (circa il 60 % degli aventi diritto) ha respinto il nucleare come fonte di energia, aprendosi così a energie rinnovabili e alternative. Dopo questo test però ora è il turno di quello nazionale. Il vento che sembra tirare è quello del SI contro nuclerare, legittimo impedimento e privatizzazione dell'acqua. Almeno si spera. E che, soprattutto, si raggiunga il quorum. Ma come sembra dalle immagini dei cittadini scesi in piazza, questi si schierano contro il governo e la loro decisione senza identificarsi per forza nei partiti e questi ne cavalcano l'onda. In primis il PD. Il PD è schierato contro il nucleare e sostiene, secondo le dichiarazioni del segretario e dei suoi scagnozzi, che esistono delle fonti di energia alternative al nucleare. Quindi un'apparente chiusura netta contro il nucleare e un'apertura alle fonti rinnovabili. Ma siamo sicuri che il PD sia realmente contrario e la sua sia una posizione coerente, netta e chiara verso i cittadini e verso gli elettori? Se si va a vedere la relazione Laperrouze approvata nel Parlamento Europeo ci sono anche i voti favorevoli del Partito Democratico. E' giusto spiegare brevemente di cosa tratta questa relazione per facilitare la comprensione del peso politico di questa votazione e le porcherie che al Parlamento Europeo approvano. La relazione Laperrouze si esprime sulle energie in particolare quella nucleare attribuendo ad essa un peso economico rilevante e prevedendo da parte dell'Ue dei finanziamenti agli Stati interessati ad avviare progetti energetici che prevedono l'uso del nucleare come fonte energetica. Così, in sostanza, il PD si è espresso in maniera FAVOREVOLE AL NUCLEARE. Tale voto espresso nel Parlamento Europeo alla fine del 2009 pesa come un macigno nella credibilità del PD. Infatti ci sarebbe da chiedersi perchè oggi si esprime contratrio al nucleare? Perchè denuncia il governo Berlusconi di usare politiche energetiche fallimentari? Perchè, ancora, accusa il governo attuale di essere antidemocratico o comunque di non tenere conto del voto degli italiani quando si era espresso contro il nucleare già diverse decine di anni fa? Dobbiamo forse pensare che il PD sta semplicemente cavalcando l'onda dell'opinione anti-nucleare? Dovremmo forse pensare che il Partito Democratico in realtà non si preoccupa poi cosi tanto del voto espresso precedentemente sul referendum contro il nucleare? Ciò che sembra evidente è che questo partito sembra seriamente prendere per il culo i suoi elettori, i cittadini e tutti gli italiani che credono veramente che esista un'alternativa al berlusconismo e al nucleare. In conclusione, faremo bene noi a fidarci di un partito del genere se un domani (visto che, senza però farsi troppe illusioni, il berlusconismo stia crollando) andasse a governare? Sono domande che gli italiani devono porsi. Perchè la "tendenza italiana" ormai la conosciamo. Giustamente non si accontentano mai poichè ad un governo di "centro-destra" solitamente si alterna uno di "centro-sinistra" e cosi via perchè entrambi non riescono mai una volta a dare risposte concrete ai cittadini e ad avere credibilità. Di conseguenza se adesso si alternasse a Berlusconi un governo guidato dal PD che rivelerà la sua natura fallimentare e la sua politica falsa e che non ci pensa due volte a prendere in giro il cittadino (mi chiedo chi oggi non lo faccia) esplicando così il suo fallimento e riconsegnando il paese ad una destra sicuramente più forte, determinata e temibile vista la forte crisi economico-finanziaria e i risvolti politici, economici e nazionalisti che ciò potrà comportare.
Antonio Vincenzo Cardia
SEU SU CABONI MANNU
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