lunedì 22 febbraio 2010

Sanremo Tribuna elettorale?

Il Festival della Canzone Italiana è diventato, nell'ultima serata, un salotto politico. Per carità, buona idea dar voce agli operai di Termini Imerese, ottima. E' stato giusto farlo su quel palco con cotanto seguito, giusto dare a Sanremo con i suoi lustrini, un tocco di "dura quotidianità ". Erano in tre, presentati da Maurizio Costanzo, tre animali legati alla debole corda della cassa integrazione ed esposti a 11 milioni di spettatori. Hanno parlato della loro realtà, in modo pacato ed esaustivo, sottolineando le difficoltà di una nuova prospettiva lavorativa in Italia, soprattutto al sud. E fin qui niente male, a parte le domande futili del Costanzo, per esempio "come vede il presente?", "come vede il futuro?". E come può vederlo un operaio in cassa integrazione? nero come la pece, la risposta è più che ovvia.
Il teatrino SanRemo lascia spazio ai burattini di turno Bersani e Scajola, e da festival si trasforma in qualcosa somigliante alla trasmissione Rai "Tg Parlamento". I discorsi di entrambi sono identici con i soliti futili argomenti: "Termini Imerese non deve chiudere, siamo vicini ai lavoratori, ci impegneremo a fondo per risolvere tutto" eccetera eccetera. Una differenza sostanziale c'è: Bersani riesce a fare soltanto metà monologo perchè la gente non glielo permette. Il pubblico rumoreggia, Costanzo prova a far star zitti, ma niente. Quando invece Scajola prende parola scoppiano gli applausi. Pierluigi è caduto nella trappola. Ovviamente con un pubblico che ha pagato 600 euro per stare lì cosa si aspettava??
Il punto è che mai si era vista una situazione così. La politica si insinua in ognidove, non lascia spazio al racconto dei soli fatti di realtà -come quella di Termini- ma giudica, impone un'opinione con l'obbiettivo demagogo di aumentare i voti del rispettivo partito.

2 commenti:

  1. Non credo che il problema sia il fatto che la politica si insinui in ognidove e/o che "imponga" un'opinione. (Un'opinione non si può mai imporre...almeno il flusso dei pensieri, per il momento, non può esser imposto o censurato). Il problema a mio avviso è che la politica dovrebbe essere pane quotidiano (nel senso che tutti dovrebbero fare in modo di informarsi su quel che accade), ma il 95% della popolazione SUBISCE la politica, le decisioni (sarebbe meglio dire gli accordi) dei politici...in pochissimi si preoccupano di quel che accade!! Sembra che agli Italiani non interessi minimamente quel che succede in Parlamento (e, nell'ultimo decennio, in tribunale)...tanto quando andranno a votare potranno regalare il loro importantissimo voto al più loquace e simpatico della lista (leggasi il pagliaccio del consiglio) e difendere la loro scelta dietro il solito: "Tanto uno vale l'altro, son tutti uguali!".
    Per quanto riguarda il racconto obbiettivo dei soli fatti...è possibile solo quando dall'altra parte c'è gente interessata alla realtà, alla verità oggettiva...magari molti Italiani se ne fregano, ma a me interessa!! Quindi GRAZIE per aver fondato Resistenza Giornalistica.
    Silvia

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