
L'Articolo 1 comma 2 della Costituzione parla chiaro: "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". La nostra carta, che stabilisce organizzazione, strutture e funzioni della nostra Repubblica e tutti gli organi al suo interno, parla chiaro. La sovranità è popolare. Ma purtoppo come spesso accade nelle democrazie occidentali capitaliste, la teoria si riscontra poco e niente nell'applicazione. Basterebbe citare due semplici fattori. Il primo sta nel fatto che la maggior parte delle leggi non vengono fatte dal parlamento, organo che dovrebbe rappresentare il popolo e la sua volontà e, quindi, fare leggi per esso, ma bensì direttamente, attraverso la formula dei Decreti Legge e dei Decreti Legislativi, dal Consiglio dei Ministri. Il parlamento in questa procedura stabilisce solamente i limiti temporali e non sempre quelli tematici. Per questo, poi, vengono fatti dei decreti legge, che dovrebbero essere emanati solamente in casi di urgenza, come quelli recenti sull'immunità parlamentare o quello famoso del Ministro Gelmini. L'urgenza qual'era? Apparentemente riformare la scuola in meglio. Ovviamente questa stronzata noi studenti non ce la beviamo. L'obiettivo aveva finalità economico-propagandistiche. Evitare l'integrazione multietnica nelle scuole e tagliare milioni e milioni di € al sistema della scuola pubblica, incentivando quelle private. E a guadagnarci sono le banche. In natura nulla si crea e si distrugge, ma tutto si trasforma. Cosi anche in economia, infatti quei soldi non sono spariti, ma sono stati trasferiti per far si che i banchieri, che possiedono tutto il sistema finanziario ed economico possano giovare di questi quattrini. Digressioni a parte (è più forte di me buttare merda contro i banchieri e i ministri che favoriscono le scuole private alle pubbliche), un'altra forma di sovranità popolare che ci è stata tolta è stata quella prevista nella legge elettorale. Infatti il parlamento non rappresenta sicuramanete tutto il corpo elettorale italiano. Per la prima volta dall'inizio della repubblica non vi sono socialisti (non di certo i marci rimasugli dell'era Craxiana), comunisti o comunque forze di sinistra, sostituite da un partito, il PD, ormai più democristiano che altro. Certo certo innegabili le stronzate fatte da queste forze politiche di sinistra, ma lo sbarramento del 4 %, che non permette l'ingresso ai partiti che non raggiungono questa soglia, non garantisce pienamente la rappresentatività delle forze politiche e sociali del paese, ovviamente a prescindere dalla critica che gli si può fare a queste "forze" che si stanno scannando da sole. Inoltre c'è da evidenziare il fatto che noi votiamo i capi di partito per le politiche nazionali e, a loro volta, questi cani, che si prendono la bellezza di 200-300 mila euro all'anno (un operaio percepisce un salario mediamente di 13 mila € circa all'anno), decidono chi può sedere in parlamento. Dov'è qui la sovranità popolare? E' una democrazia questa? Una "cosa pubblica"? Non si può parlare di una Repubblica, ma di una Reprivata. Eppure abbiamo una Costituzione così importante e innovativa che è evidentemente diventata cartaccia. Qualcosa deve muoversi e cambiare e non possiamo più permettere che i nostri diritti vengano calpestati così meschinamente dopo che questi sono stati ottenuti e guadagnati col sangue!
Antonio Cardia
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