martedì 23 febbraio 2010

Parlano gli operatori della funzione pubblica licenziati dal comune di Cagliari

Da diversi mesi ormai gli ex dipendenti pubblici del Comune di Cagliari sono in presidio in piazza Matteotti dentro una tenda per ribadire il loro diritto al lavoro. Il comitato di presidio è composto da una trentina di persone circa. Un numero relativamente basso per far sentire la propria voce, che sembra ormai sempre più piccola, o addiritura mai esistita, per quanto la stampa e i mezzi di comunicazione ne abbiano parlato. Rivendicano il fatto che siano stati abbandonati dalla nostra classe dirigente, principalmente quella del comune di Cagliari. Come raccontano i lavoratori, nell'agosto del 2009 la Regione ha stanziato dei fondi per i lavori pubblici per il Comune di Cagliari. Solo che il Comune di Cagliari non ha avviato ancora i cantieri per questi lavori, scatenando così un circolo vizioso che non dà lavoro ai funzionari pubblici che ora hano perso il lavoro e si ritrovano a ricevere la miseria di 250 € al mese come racconteranno ora nell'intervista:

Come prima domanda mi sembra giusto fare delle presentazioni, chi siete?

Questa è una bella domanda. Chi siamo? Per il comune di Cagliari noi siamo i fantasmi che vivono in tenda e che possiamo stare qui per trent'anni. Siamo arrivati ad un età lavorativa in cui tutti qua abbiamo i requisiti per farlo e il Comune di Cagliari ci ha "mandato a quel paese" dicendoci che il primo gennaio non saremo stati più in servizio. Non abbiamo la possibilità economica di pagare avvocati, specialmente per frugare e andare a vedere il "minestrone" che hanno fatto li dentro.

Si capisce subito che ci sono non pochi contrasti con il Comune di Cagliari. Voi cosa chiedete al comune?

Qui noi non siamo i burattini di nessuno. Siamo esseri umani, abbiamo dignità e siamo padri e madri di famiglia e vogliamo un lavoro, non l'elemosina. Da poco ci hanno dato 250 €. Ma è impossibile andare avanti con 250 € al mese, con una famiglia da mantenere e le tasse da pagare. Quindi vogliamo che i finanziamenti stanziati dalla regione vengano utilizzati dal comune di Cagliari in modo tale che noi possiamo lavorare . Devono al più presto riaprire i cantieri pubblici e molti di questi sono già stati finanziati dal 2004 e sono ancora fermi. Inoltre non siamo per neinte ascoltati in consiglio comunale. Un giorno parlano dei chioschi, un altro degli zingari, mai una volta che parlassaro di questo problema.

Cioè sta dicendo che il vostro tema non compare mai nell'ordine del giorno in Consiglio Comunale?

Esattamente. Noi ci troviamo qua in una situazione assurda. Senza lavoro e senza una soluzione del problema da parte del comune. Nell'agosto scorso è stata approvata la finanziaria in consiglio regionale che stanziava dei fondi al comune di Cagliari per le opere pubbliche. Ci hanno fatto lavorare per un mese per fare propaganda poi hanno rifermato tutto e ci siamo ritrovati senza lavoro.

Ma lo striscione trent'anni in tenda a cosa si riferisce?

Fa riferimento alle affermazioni del signor sindaco che ha affermato queste parole. Spero in tono ironico, perchè altrimenti sarebbe una presa in giro inaccettabile. Anche se a loro da fastidio noi non ce ne andiamo perchè dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce e rivendicare il nostro diritto al lavoro. Abbiamo cercato anche di parlare con il Sindaco entrando in consiglio comunale ma siamo stati aggrediti dalle forza dell'ordine e un nostro collega è stato anche legato e noi ovviamente abbiamo documentato tutto.

Quindi giustamente vi fate sentire il più che potete, un'altra domanda che volevo porvi era questa: che speranze avete per il futuro?

Che vengano sbloccati i finanziamenti e che possiamo lavorare come minimo 8-10 mesi all'anno e che le facende politiche vengano risolte. Noi chiediamo uno stipendio. Alcuni politici sono sia consiglieri comunali a cagliari che regionali e sono gli stessi che in regione hanno sbloccato i fondi per Cagliari e che poi non hanno piu fatto niente dal momento in cui i soldi sono entrati in comune. Quindi vogliamo che questi politici si mettano la mano nella coscienza perchè guadagnando 18 o addiritura 30 mila € al mese non sanno cosa significhi vivere la nostra esperienza. Glielo possiamo solo augurare per far si che li possano capire.

Voglio finire l'intervista chiedendovi se volete dare un messaggio agli operai in particolare a quelli dell'Alcoa e a tutti gli operai disoccupati, precari in cassa integrazione.

Lottare e non mollare mai. Quelli dell'Alcoa sono più numerosi di noi e gli auguriamo di risollevarsi perchè la Sardegna è in una situazione tragica dal punto di vista economico come tutti gli stati occidentali. Non se ne sente parlare mai in tv e pochissimo nei giornali, sembra che tutto vada bene qua. Soprattuto avremo voluto la solidarietà dalle persone che erano nella nostra stessa situazione e che poi sono state stabilizzate e hanno ritrovato il posto. Noi non molleremo mai e speriamo di vincere e poter lavorare.

ART. 1: L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO

Antonio Cardia

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