
Il 18 Marzo del 1993 è tutt'ora una data simbolo della nostra attuale storia repubblicana. Furono le elezioni che segnarono il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, dopo lo scandalo degli anni '92-'93, provocato dall'inchiesta giudiziaria di "Mani Pulite" guidata principalmente dai magistrati Di Pietro, Colombo e Borrelli. Furono anni in cui la giustizia riusciva, finalmente, a emergere e ad aprire armadi che sembravano ben sigillati e a trovare molti scheletri nascosti. Ma torniamo un pò indietro nel tempo. Non di molto, ci basta un anno. L'inchiesta, infatti, iniziò con l'arresto, nel febbraio del '92, di Mario Chiesa, esponente del PSI e presidente di un prestigioso albergo milanese, colto in flagranza di reato mentre riceveva una tangente di sette milioni di lire. Da li in poi l'inchiesta si diffuse a macchia d'olio fino ad arrivare a stroncare il cosidetto "asse traversale" del CAF, ovvero Craxi (PSI), Andreotti e Forlani (entrambi DC) che dirigevano la maggior parte delle azioni politiche, e non solo, del Paese. Tangentopoli, questo è il termine giornalistico, fece chiarezza sul giro di appalti truccati (riguardanti ospedali, metropolitane, palazzi, case ecc.) che funzionavano tramite un sistema di tangenti e di corruzione che ormai si era profondamente radicato nel sistema politico-istituzionale italiano e che aveva coinvolto, tra avvisi di garanzia, prescrizioni e condanne segretari di partito nazionali e locali, amministratori, consiglieri, assessori, imprenditori e una grande quantità di politici (di cui una quarantina si suicidarono). Craxi stesso denunciò il fatto in Parlamento, dicendo che i deputati e i senatori non potevano non essere conoscenza di tutte le tangenti che giravano illegalmente e di tutti i soldi che entravano illecitamente ai partiti, provenienti dalle casse statali e dagli imprenditori che corrompevano facilmente il politico di turno. Solo nel 1993 si contava un buco, anzi una voragine, nel bilancio italiano di 200.000 miliardi di lire. Certe figure, però, sono state riabilitate oggi, come lo stesso Craxi, il maiale più grande; colui che si è abuffato maggiormente e instancabilmente; colui che utilizzò le casse dello Stato come se fossero delle mangiatoie disponibili per sè e per i suoi maiali; colui che vide nelle istituzioni una specie di fattoria nella quale poteva girarsi e rigirarsi nella proprio merda. Purtroppo i giudici non la pensavano così e lo condannarono. Lui da schifoso maiale qual'era, si trasformò in un codardo e vigliacco coniglio, e visse in latitanza in Tunisia. Si chiuse così un cupo capitolo della storia italiana. Ma siamo sicuri che è terminato tutto? La corruzione politica è un lontano ricordo? Davvero il marcio che vi era nei partiti e nelle istituzioni è ora definitivamente sparito? Sono molte le domande che dobbiamo porci. La Corte dei Conti poche settimane fa ha dichiarato che l'Italia è tra i Paese in cui la corruzione è a livelli altissimi. Possiamo allora parlare di una traformazione. Ci vuole poco a capire che i due partiti principalmente colpiti, DC e PSI, si sono riversati nelle "nuove" forze politiche, ovvero il PD e il PDL, guidato dallo stesso premier che nel 1993 vinse le prime elezioni della Seconda Repubblica: Berlusconi, inquadrato come l'uomo del "cambiamento". Socialisti e Democristiani e, dopo lo scioglimento del PCI, anche gli ex comunisti, si sono riversati in questi partiti cambiando solamente volto, ma conservando il marcio che si portano dietro tutt'oggi. Durante il periodo delle grandi privatizzazioni degli anni '90, volute dall'UE c'è stata una crescita della presenza delle mafie in Parlamento (che voleva e vuole entrare a tutti i costi nelle grandi imprese), che ha provocato una dilagazione del tasso di corruzione e un enorme deficit pubblico che non smette di crescere. Possiamo constatare, quindi, che, oltre ad una legge elettorale fallita in partenza, di nuovo in questa seconda Repubblica non c'è proprio nulla, anzi si può affermare che sia stato tutto un alibi per mostrare qualcosa di nuovo al popolo e che la corruzione e la mafia sono ormai un brutto sogno. Ma sappiamo che è solo una presa in giro.Proprio da poco un senatore del PDL (Di Girolamo) è stato accusato dai giudici di avere avuto rapporti con la 'ndrangheta. Uno dei tanti, che sta a dimostrare quanto, quella parte di uomini che infangano il Paese e la politica, ci stiano prendendo in giro . E, sicuramente, si aggiungerà a quella lista di parlamentari che hanno goduto dell'immunità parlamentare della quale godono. Arrivati a questo punto è facile farci due conti. La situazione economica, politica, e sociale (visto il malcontento e la sfiducia nelle istituzioni) è molto simile a quella degli anni precedenti a "MAni Pulite". Cosa vogliono fare allora? Scrivere il futuro? Arrivare ad un punto in cui avvenga il passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica? Mascherando nuovamente i cirminali, continuando i loro sporchi affari, i loro appalti truccati, facendo entrare o meglio accogliendo amorevolmente la mafia in Parlamento? La situazione sembra proprio questa. In conclusione c'è da ammettere che oltre a saper riscrivere la storia, la nostra eccelsa classe dirigente, ha imparato bene anche a scriverla, prevedendo e manipolando il corso della storia.
"LA POLITICA SI FA CON LE MANI PULITE" Sandro Pertini
Antonio Cardia
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