E allora la CGIL scende in piazza domani 6 Settembre per protestare contro questa manovra definita "affidabile" dal Pdl. "Il Senato l`ha rafforzata e migliorata. Adesso è bene che tutti, in un momento così delicato per il Paese, mostrino senso di responsabilità e di unità." Ma i sindacati "il sistema pubblico delle pensioni è parte fondamentale dello Stato sociale che deve garantirne la sostenibilità in un quadro normativo definito e i cui cambiamenti devono avvenire di concerto con le parti sociali. Il 6 settembre con lo sciopero generale della CGIL noi cittadini, lavoratori, pensionati, giovani dobbiamo dare un segnale chiaro: paghi la crisi chi l'ha provocata e chi non ha mai pagato. Paghi chi ha di più. Solo così sarà possibile investire per il futuro." E' uno sciopero fondato sulla rabbia, quasi una manifestazione spontanea, in risposta ad una manovra che affonda il contratto sociale intergenerazionale: i contributi, il lavoro effettuato in tutta una vita non beneficerà di di prestazioni pensionistiche finanziati dai lavoratori futuri.
La CGIL ha però le sue soluzioni:
- Un'imposta ordinaria sui grandi patrimoni (oltre 800 mila euro) darebbe un gettito annuale di circa 15 miliardi.
- Un'imposta straordinaria, aliquota dell'1%, sulle grandi proprietà immobiliari (al netto di eventuali mutui) porterebbe 12 miliardi.
- Una sovrattassa sui capitali sanati dallo scudo fiscale ma non rientrati darebbe 9 miliardi.
- Un vero taglio, immediato, ai costi impropri della politica (eliminazione di vitalizi e indennità varie, riduzione di auto blu, consulenze esterne, di amministratori delle società di servizi...) porterebbe un risparmio immediato di 8,5 miliardi.
- Sono alcune delle misure proposte dalla CGIL per avviare una politica finanziaria all'insegna dell'equità e per liberare risorse utili a far partire il sistema Italia e sostenere consumi e redditi da lavoro e pensioni anche riducendo il prelievo fiscale. E per rilanciare l'occupazione giovanile.

Nessun commento:
Posta un commento