A volte è bello tenere il salame negli occhi. Toglierlo significa uscire dal pensiero coercitivo, dalle idee omologate, aprire la mente e cercare la Verità.
Sto seguendo il seminario sulla 'Sicurezza Internazionale e Diritti Umani'. Rimango basito. Esterrefatto.
Questo articolo è scritto con la fine della 'missione di pace' in Iraq, modo originale di chiamare la guerra nel 2010; dove l'America cerca, o almeno sembra che cerchi, una soluzione in Afghanistan. Pensavo, e lo pensavo sul serio, che l'America di Bush fosse andata a far la guerra in Medio Oriente per il petrolio. E nessuno dell' èlite l'ha mai negato. Insomma questa negazione mi dava la conferma che ci fosse del vero, che la 'guerra di pace' fosse una scusa per il petrolio.
Un professore del seminario invece aveva un opinione molto diversa.
"Guardate la posizione geografica dell'Afghanistan: questo Stato confina con moltissimi Paesi. Ma ce n'è uno che è importantissimo: la Cina. Il territorio afghano si allunga con una piccola porzione di terra. Questo dovrebbe farvi pensare. L' America, prima potenza economica mondiale potrebbe temere il sorpasso della Cina che si avvicina a passi da gigante per rubarle questo primato. Si potrebbe pensare ad un piano, come dire, 'lungimirante' da parte degli americani. L'Afghanistan potrebbe essere stata 'occupata', perchè in soldoni lo è, per aver un avamposto efficace per attaccare la Cina nel caso l'America si sentisse minacciata."
E' una teoria che a mio parere potrebbe calzare a pennello. Altri invece mi hanno fatto pensare che questa tesi sia sbagliata. Ad esempio si potrebbe ragionare sul fatto che l'America non abbia nessun problema che la Cina possa superarla: l'asso nella manica americano si chiama 'ricerca'. Gli statunitensi ci puntano ogni anno trilioni, ed è questo che li manda avanti. La Cina è un bimbo che cresce e anche lei deve fare una sorta di gavetta, deve stabilizzare la sua economia. Infatti con l'arrivo del benessere si potrebbe ipotizzare una richiesta da parte dei cinesi dei diritti che godono i paesi per così dire benestanti, facendo calare il profitto che per ora è in continua ascesa.
Se questa notizia riesce a confortarmi, ripensando ad un Afghanistan avamposto per un attacco di truppe di terra da quel piccolo fazzoletto di territorio, mi viene in mente una guerra dalle dimensioni catastrofiche. Dalle dimensioni mondiali. E quello che mi fa più paura sono le armi che potrebbero usare, quanto potrebbero devastare questo mondo e quanto sangue inutile scorrerà per gli interessi di pochi potenti.
Dice il saggio: "Non so che armi useranno nella 3° guerra mondiale. Ma temo che nella 4° useremo bastoni e pietre." Pessimo da sapere. No?
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